Una richiesta del tutto fuori tempo

Ho appena finito di vedere la serie TV Reacher.

È la storia di un ex soldato americano specializzato a scovare i reati commessi da altri militari. Dopo il congedo questo gigante di 2 mt per 120 kg di muscoli si comporta come un vagabondo, gira l’America con mezzi di fortuna, sempre in incognito e viene ingaggiato per risolvere i problemi che le forze dell’ordine non sono in grado di riparare.

Spesso si allea con sceriffi e poliziotti locali e porta con sé una piccola squadra di ex colleghi militari iper-addestrati e pronti a tutto.

E’ un personaggio molto particolare: non facendo più parte dell’esercito non segue alcun tipo di regola se non quelle auto imposte dalla propria etica.

Ed è di etica che oggi voglio discutere: giorni fa mi è caduto l’occhio su un annuncio di ricerca del personale su LinkedIn, un’azienda piuttosto importante, cerca un direttore di stabilimento.

Tra le competenze viene espressamente richiesta l’attitudine al comando. Per un attimo ho pensato di non aver letto bene ma poi ho riguardato ed effettivamente la richiesta è proprio quella.

Non voglio prendere in modo letterale la richiesta perché sarebbe complesso motivare la mia perplessità su questo annuncio e su come è stato scritto.

Vorrei però esprimere qualche considerazione su che cosa è il “comando” e come lo si ottiene.

Innanzitutto, cancellerei la parola comando sostituendola con leadership, to Lead in inglese significa guidare/condurre. Come diceva Gurdjeff nei primi anni del 900, quando si guida una carrozza bisogna sempre stare attenti che il cocchiere non sia ubriaco….pena ritrovarsi in un luogo non desiderato.

Ma torniamo alla leadership. Credo in questi anni di esperienza di aver incontrato numerose persone dotate di grande carisma e leadership. Sì, sì, il carisma e la leadership spesso vanno a braccetto. il Mahatma Gandhi era carismatico e dotato di grandi leadership. Attraverso la sua lotta non violenta portò l’India verso l’indipendenza dagli inglesi.

Se la parola pacifica vi fa storcere il naso beh mi spiace per voi, le rivoluzioni si sono sempre concluse con il mero passaggio di potere. L’evoluzione invece, come insegna Gandhi parte dall’interno, dagli uomini, dalle anime.

Ogni persona che decide di mettersi a capo di un gruppo deve rispettare alcune leggi comuni che adesso vi elenco.

Deve essere di esempio,

deve essere in grado di dire di no ,

deve saper comunicare in modo efficace,

deve essere empatico

soprattutto deve avere cultura ed esperienza nel trattare le persone


Acquisite e lungamente praticate queste leggi, il comando viene da sé. Ho notato che nelle aziende dove il comando non si basa su queste skill avvengono due fenomeni in modo costante: il personale si licenzia e parla male dei propri capi.

Nelle aziende dove ci sono capi carismatici, dotati di forte leadership e grandi doti comunicative, legate spesso e volentieri all’intelligenza emotiva, l’ambiente di lavoro è sano e produttivo. E da queste aziende se ne vanno veramente in pochi.

Ora racconto come si acquisiscono le competenze secondo la mia esperienza. A livello manageriale, ho conosciuto grandissimi tecnici, ingegneri sviluppatori inventori. Visionari…..


Ho visto purtroppo che la maggior parte di questi, un po’ perché hanno studiato discipline tecniche, un po’ perché a livello familiare e culturale sono stati a secco di componente emotiva e comunicativa, fanno grandi fatiche nel far quadrare le cose.

La grossa mancanza che noto ancora nel 2025 è la totale assenza di ascolto.

Assenza di ascolto legata al non fare domande su perché le cose nei gruppi non vanno. Infatti, gli imprenditori sempre di più richiedono consulenze esterne per dare la possibilità a questi potenziali leader di diventarlo in modo concreto.

Parlando di business coaching un intervento significativo che con grande passione mi piace effettuare è quello del confronto…con il confronto spesso e volentieri si raccolgono tutte le informazioni che servono per poter iniziare un percorso di evoluzione.

Un lavoro del genere non porta solo benefici sul posto di lavoro perché in realtà si sta facendo un lavoro più ampio. Di questo lavoro infatti ne beneficiano anche famiglia e società. Ciò che si impara a fare in un ambito lo si può facilmente trasferire in tutti gli ambiti della vita. Se un manager impara ad ascoltare i bisogni dei propri dipendenti, non avrà problemi ad ascoltare la moglie i figli e le richieste che possono arrivare dall’esterno.

Ora se tuo figlio vuole lo smartphone da 2000 euro ed è stato bocciato tre volte a scuola, forse le necessità sono altre. Ritengo infatti che ogni persona abbia delle responsabilità e dei confini da cui si deve tenere ben lontano.

Sapete che sempre più persone interrogano le chat di AI invece che chiedere ai propri superiori?

E sapete perché questo fenomeno è in crescita? Perché le chat ASCOLTANO!!!

Tornando però al clima aziendale e al tema del comando è estremamente più facile farsi seguire nel progetto da persone che sono empaticamente connesse; tutto ciò che bisogna fare è prendere una volta per tutte in mano la situazione che non funziona, andare a smontare le parti inutili e dannose e sostituirla con azioni propedeutiche.

Esattamente come si fa quando un motore non funziona o come quando la carrozza non arriva a destinazione…va cambiato con urgenza il cocchiere. Il cocchiere è la metafora della nostra mente; cambiando il mindset cambia tutto lo scenario.

Le aziende non sono un esercito, e non vanno gestite con il bastone e non va nemmeno fatto troppo team building, che alla lunga è deleterio e superficiale.

Ciò che va fatto da subito è ascoltare le necessità. Dell’imprenditore, dei manager, e di tutti gli impiegati. Così si cambia rotta e si progredisce verso la vera azienda del futuro. Fatta di persone e non di soldati.

Vi lascio con questo ricordo: quando un esercito alla lunga viene condotto con violenza, restrizioni e sofferenze alla fine si ribella e fa fuori il comandanti. Le aziende, per non subire l’ammutinamento dei propri dipendenti, devono prendere la responsabilità di cambiare e il cambiamento come sapete è la base del mio coaching.

Se ritenete invece più giusto guidare l’azienda con il bastone in mano, beh guardatevi le spalle.


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