LA GESTIONE DEGLI SPOSTAMENTI LAVORATIVI ATTRAVERSO LE RELAZIONI EMPATICHE

Guardando Workin’ Moms, una serie tv canadese con protagoniste alcune mamme alle prese con la problematica di conciliare il lavoro con gli affetti famigliari, mi ha colpito molto la puntata in cui la protagonista Kate, accetta un trasferimento di sede per alcuni mesi da Toronto a Montreal.

Tralasciando il fatto che Kate ha deciso di cambiare per non perdere l’occasione di passare di ruolo e quindi di fare un grande avanzamento di carriera, si trova subito ad affrontare un complesso dilemma che la mette a dura prova.

Il figlio di un anno circa si ammala di morbillo e il padre preoccupato la chiama per comunicarle l’imminente ricovero del piccolo.

Kate giustamente entra in crisi, cerca di gestire l’emotività come può, continua a lavorare ma alla fine sbotta durante una riunione con importanti clienti venuti apposta per chiudere un importante accordo.

Kate alla fine torna a Toronto per prendersi cura del proprio figlio, lasciando sorpresa la perfida manager, responsabile dell’ufficio di Montreal che,si aspettava un attaccamento alla sedia ben più solido.

La relazione tra madre e figlio piccolo non ha rivali quando si tratta di scelte del genere.

E i capi e responsabili, gli AD, i CEO e gli HR MANAGER questo dovrebbero metterlo in conto. SEMPRE

Uno spostamento di sede è sempre un’incognita per i dipendenti, soprattutto se hanno casa vicino a lavoro e si sono organizzati la vita in funzione dei servizi che la zona offre come: asili, scuole, ospedali etc…

E per l’azienda….sopratutto per l’azienda.

Ovviamente comporta vantaggi e svantaggi, a seconda di come lo si guarda, lo scambio può essere profittevole o deficitario.

I vantaggi di cambio di location sono solitamente:

1- Legati alla logistica

2- Alla scelta di avvicinarsi ai siti di produzione

3- Per essere vicini ai magazzini stoccaggio o ai fornitori più grossi.

Gli svantaggi posso essere innumerevoli ma per par condicio ne elenco solo 3:

1- Dimissioni

2 -Malattie e permessi continui

3 -Crollo del fatturato

Sempre le solite problematiche insomma, si proprio quelle.

Perché non c’è alcuna assicurazione che il dipendente sia in grado o voglia adattarsi alla nuova situazione, spesso le resistenze sono amplificate da giudizi che demotivano e creano attrito con la possibilità di spostamento.

COSA SI PUO’ FARE PER GESTIRE AL MEGLIO UN CAMBIO DI SEDE LAVORATIVA?

Non si può imporre un cambiamento così importante in poco tempo, la zona di comfort che le persone si creano ha pareti di roccia durissima.

A- Va innanzitutto gestita la fase empatica, sottolineando i benefici che porterà il cambio di location.

B- Vanno definiti con precisione i tempi e i modi della relazione che si dovrà instaurare per semplificare il processo di accettazione della richiesta aziendale.

C – Andrà concordato un accordo dove verrà chiaramente enunciata la volontà di entrambe le parti di venirsi incontro, accordo che vedrà vantaggi dal peso equivalente per entrambe le parti.

La gestione dello spostamento geografico è un tema fondamentale per le sorti aziendali e va trattato con i guanti bianchi, rispettando le resistenze dei dipendenti e procedendo con metodo verso una conclusione che si rivelerà soddisfacente per entrambe le parti.


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