COACHING E CAMBIAMENTO VOLONTARIO

Ho visto su Netflix la serie tv Another-life, dove tre donne, amiche di vecchia data, per motivi diversissimi tra loro, lasciano Istanbul insieme per iniziare una terapia nella cittadina di Ayvalik sul mar Egeo.


Li incontreranno un personaggio un po’ strano, un po’ indovino e un po’ sciamano, che le condurrà dentro ai meccanismi delle COSTELLAZIONI FAMILIARI, terapia di gruppo inventata dallo psicologo tedesco Bert Hellinger.


In poche parole, non voletemi male se ne parlo un po’ superficialmente, viene ricostruito un evento traumatico accaduto al costellato o ad uno dei suoi famigliari e atteaverso un lavoro di riconoscimento si va a cercare di risolvere il problema portato alla luce.


Si crea in sostanza un atto terapeutico che aiuterà a sciogliere un problema personale: nella serie vengono affrontati la malattia, la paura di annegare, le ripetute delusioni amorose, il trauma dell’abbandono, la morte, e così via.

E’ una serie molto piacevole che ha risvegliato in me alcune riflessioni sul cambiamento e sui diversi aspetti in cui possiamo trovarlo.

RICORDO CHE PER IL COACHING IL CAMBIAMENTO E’ LO STRUMENTO PER CONSEGUIRE IL PROPRIO OBIETTIVO.

Nella mia vita ho fatto molte esperienze terapeutiche, comprese la psicoterapia, le costellazioni familiari, il coaching, le capanne sudatorie, il rebirthing, la danza e il suono del drum circle e molte ancora.


Il mio intento era ovviamente di guarire o comunque di effettuare quel cambiamento in grado di togliermi dallo stato di malessere in cui mi trovavo.
E su questa parte del cambiamento vorrei soffermarmi un po’.

Cambiare è lo strumento base per progredire da uno stato all’altro.
Ci sono due modi per cambiare: UNO VOLONTARIO E UNO INVOLONTARIO.
Gli psicologi li definirebbero COSCIENTE E INCONSCIENTE.

Come coach ho l’occhio per assistere ad entrambe queste evoluzioni con la reale consapevolezza che il cambiamento INVOLONTARIO avviene costantemente ogni momento, mentre quello VOLONTARIO ha vita durissima….


Mentre viviamo non ci accorgiamo di cambiare ogni secondo INVOLONTARIAMENTE ma ciò accade senza che noi ne possiamo fare a meno.
Ecclatante è l’esempio degli SMARTPHONE.

25 anni fa era a malapena uno strumento di business per pochi mentre adesso ce l’hanno praticamente tutti a portata di mano, in particolare ricordo i puristi della cabina telefonica, del IO MAI E POI MAI, che oggi mi mandano messaggi di ogni genere in chat.

La moda è un altro classico esempio di cambiamento costante, ogni settimana esce un nuovo modello dello stilista più glam del momento, e l’anno dopo tutti con i pantaloni a mezzo polpaccio (Io non ho ceduto sono sincero).


Non è poi così inusuale trovare un capello bianco in testa (IO NE SONO IL TOTEM), vedere le foglie cadere in autunno e rispuntare in primavera, mangiare al thailandese o viaggiare in monopattino.
E’ la vita che avanza e volente o nolente noi ci siamo dentro.

Ciò che invece mi sconvolge e mi da da pensare non poco è la BASSA frequenza con cui DECIDIAMO DI CAMBIARE QUALCOSA AUTONOMAMANETE.


Mi accorgo spesso di venire trascinato troppo anch’io da ciò che mi propone l’esterno senza mai considerare ciò che realmente mi serve o non mi serve.


Perchè? NONOSTANTE IL LAVORO SVOLTO FIN QUI FACCIO FATICA A PORRE ATTENZIONE, dopo anni di fatica nel mio lavoro personale devo sempre tenere in considerazione quanto desidero cambiare e come vorrei farlo.

IL CAMBIAMENTO VOLONTARIO O COSCIENTE E’ LA COSEGUENZA DI UNA MANCANZA, DI UN DESIDERIO.
Chi è appagato non desidera cambiare ma si fa trascinare, i Romani sconfitti dai barbari ne sono l’esempio classico, genti appagate, senza mancanze, pieni di ogni cosa, presi in mezzo da popoli nomadi, che per sopravvivere (MANCANZA DI CIBO E FONDI), VENNERO A FAR LA GUERRA E SCONFIGGERE L’IMPERO PIU’ GRANDE CHE C’ERA.


Il vuoto della mancanza genera desiderio e quindi mette in moto il cambiamento, penso al dopo guerra italiano per esempio, ma senza andar troppo lontano alla scelta di molti ormai di lasciare le città per andare a vivere in campagna.

COME PUO’ UN COACH AIUTARE QUESTO DELICATO PASSAGGIO DAL CAMBIAMENTO INVOLONTARIO A QUELLO VOLONTARIO?


Esistono parecchie tecniche per attuare questo tipo di switch, una su tutte si chiama proiezione.
Attraverso la proiezione si fa immaginare al coachee come si sentirebbe una volta raggiunto un determinato cambiamento e se ne misura in seguito il reale beneficio sulla vita personale.

Ci sono ovviamente ostacoli enormi al cambiamento, L’EGO, IL SENSO DI COLPA, IL GIUDIZIO, LA VERGOGNA, IL VOLERE FAMIGLIARE, IL BUONCOSTUME, IL NON SENTIRSI ALLINEATO.


Tutti questi problemi spesso si concetrano contro di noi e non ci permettono di partire verso la nostra nuova meta.
Verso la Ayvalik delle protagoniste della serie.

Ed io, che sono ormai abituato a questi elastici i quali tendono a ritornarci contro come boomerang……………… è li che vado a battere il ferro in continuazione.
I miei clienti, privati o aziende, lo sanno bene, dove loro vedono gli ostacoli più insormontabili io trovo il mio campo da gioco e li aiuto a trovare la soluzione, a sciogliere il nodo.


Perchè se la risoluzione passa dalla strada più impervia c’è un motivo…..AVREMO DELLE SODDISFAZIONI PIU’ GRANDI…..sicuro come l’oro.

Ho l’impressione che un cliente riconosca più facilmente la propria direzione una volta iniziato il cammino, questo perchè ci si librea in fretta di quelle sovrastrutture e convinzioni limitanti che ci inguiaiano in stagni melmosi.


E allora come suggerimento, ancora una volta, indico di operare un cambiamento volontario una volta al giorno, anche una cosa di poco conto come spostare l’orario del caffè da colazione a metà mattina. Sembra una cavolata ma posso assicurare che si parte sempre da una cosa infinitamente piccola per poi arrivare a grandi risultati.

Come la serie turca che ho citato sopra……io pensavo che fossero indetro anni luce rispetto a noi occidentali, mentre grazie all’ attenzione per le mancanza hanno tirato in ballo argomenti che noi ci sognamo.


ONORE A CHI CAMBIA…SEMPRE.


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