“There are two ways to be fooled. One is to believe what isn’t true; the other is to refuse to believe what is true.”
“Ci sono due modi di sbagliare. Una è credere in qualcosa di non vero; l’altra è non credere in cosa è vero.”
Soren KierKegaard.
Nel film Red Sparrow la bellissima Jennifer Lawrence è una ballerina di danza classica, che subisce un grave infortunio durante una prima al Bolsoj e viene arruolata, grazie ad un ricatto, dai servizi segreti russi per entrare nelle scuole di Sparrow, vere e proprie fucine di spie altamente specializzate nel sedurre e ottenere qualsiasi tipo di informazione dal nemico.
Dominika, il personaggio della Lawrence, viene addestrata a riconoscere da piccoli movimenti, gesti e parole, le caratteristiche ed il comportamento sessuale di chi ha davanti per riuscire così a sedurlo in pochissimo tempo ed ottenere tutte le informazioni che desidera.
La scuola di spie russe è una vera e propria fabbrica di donne e uomini robot totalmente in grado di riconoscere qualsiasi desiderio di chi è stato messo sotto osservazione, Dominika affronta così una spia americana per tentare di farsi rivelare il nome di una talpa che collabora con la CIA all’interno dei servizi russi.
Senza rivelare il finale del film vorrei soffermarmi sul fatto che la Lawrence diventa la più brava tra i colleghi grazie all’impegno ed al continuo allenamento a cui si sottopone, non avendo fino a poco tempo prima mai sperimentato il proprio talento nascosto nello smascherare i pensieri dell’altro.
Ma noi siamo in ogni momento in grado di riconoscere i nostri talenti e coltivarli per utilizzarli in tutte le situazioni della nostra vita senza alcun tipo di limite ?
Come mai esistono alcune persone, penso a Mozart o ad Einstein che hanno costantemente espresso al massimo nella loro vita il proprio talento nel comporre musica o nello studio della fisica, che utilizzano sempre, ogni giorno, ogni ora della loro vita i talenti di cui sono stati dotati mentre altre persone non sono in grado di riconoscere nemmeno una caratteristica dentro di sè?
Come si riconoscono i nostri talenti e come possiamo riconoscerli negli altri, magari in nostro figlio?
Essi hanno delle caratteristiche uniche che elenco qui sotto in modo da averle sempre a disposizione.
- CI PORTANO GRANDE FELICITA’
- CI DIVERTE UTILIZZARLI
- CI RIESCONO BENE
- NON CI STANCHIAMO MAI DI USARLI
- LI RICHIAMIAMO QUANDO SIAMO IN DIFFICOLTA’
- LE PERSONE INTORNO A NOI LI RICONOSCONO SENZA DUBBIO
- CI DISTINGUONO E RENDONO UNICI
Questo elenco di caratteristiche esaltanti sono spesso soffocate e non riescono ad emergere provocando enorme disagio e sofferenza.
Ciò che più di tutto fa si che il nostro talento venga represso è la nostra mente, ovvero le condizioni limitanti create o ereditate dalla nostra mente.
La mente ( e non la psiche che per i greci è l’anima overo ciò a cui la mente si oppone costantemente per renderci ben visti, ben voluti, ben detti dagli altri e soprattutto infinitamente tristi ed arrabbiati con noi stessi) è l’organo della ragione che ha uno scopo ben preciso, decidere ciò che è meglio per noi. Sembra così strano che chi prende decisioni sul nostro benessere alla fine faccia di tutto per creare l’opposto in noi.
E’ il superuso mentale che ci porta a non distinguere più quali sono i nostri pregi, li confonde con quelli degli altri e soprattutto li sottopone allo stress di modifica per far piacere agli altri.
Ora farò tre esempi di grandi talenti del nostro tempo che possono semplificare anche solo attraverso il nome questi nostri profondi doni:
GANDHI OVVERO COMUNICAZIONE.
PICASSO OVVERO ARTE.
SAMPRAS OVVERO TENNIS.
Pensando a questi tre grandi ci viene subito in mente la facilità con cui riuscivano a comunicare, dipingere e palleggiare, facilità data dal fatto che scelsero di mettere al centro nella loro vita la cosa che veniva loro meglio, il dono più semplice e leggero che avevano ricevuto. A questo aggiunsero forza di volontà e crearono la loro missione.
Il MIO coaching, in ambito life o business, si adopera di richiamare nella vita del coachee la presenza del talento e di porlo in condizione di sfruttare quel determinato dono per creare le proprie fortune in ogni ambito.
Ed è importante per ME esigere una trasmissione ai propri figli di questa tecnica, ovvero il lascio al cliente un METODO EFFICACE CHE POTRA’ RIUTILIZZARE PER SE STESSO TUTTE LE VOLTE CHE LO VORRA’ MA SOPRATTUTTO AVRA’ L’OCCASIONE DI TRAMANDARLO AI PROPRI FIGLI.
In un momento in cui la società è liquida, come teorizzava il sociologo Zygmunt Bauman, rimane fondamentale trasmettere qualcosa che rimanga, che diventi una pietra su cui appoggiarci sicuri.
Facciamo un gioco…pescate nel passato una cosa che vi riusciva particolarmente bene, che vi identificava come i migliori e che non vi pesava fare…e ora ditevi che fine ha fatto quella pratica e soprattutto chi ha deciso di metterla da parte.