Essere artefici della nostra trasformazione non è difficile.
Abbiamo imparato fin da piccoli, quando ci siamo trovati per la prima volta a risolvere un problema di matematica per esempio, ad utilizzare uno schema molto semplice che ci permette di risolvere i quesiti con felicità.
Per prima cosa abbiamo pensato a quali teoremi o leggi matematiche servissero per svolgere il problema, abbiamo espresso con le nostre parole il modo in cui avremmo affrontato la questione ed infine abbiamo agito scrivendo lo sviluppo e la soluzione.
Fin qui tutto bene ma riapplicare questa semplice formula a volte ci pare impossibile.
Esistono innumerevoli ostacoli che ci bloccano e ci impediscono di risolvere i nostri problemi, in particolare il più frequente è la paura del giudizio.
Tendiamo infatti a sviluppare la tendenza a chiederci cosa ne penseranno gli altri delle nostre azioni e non avendo un metodo sicuro per sapere in anticipo (non esiste alcun metodo sicuro!!) come una cosa andrà a finire (anche le cose più semplici, mi capita spesso di lasciare troppo a lungo il caffè sul fuoco e di farlo bruciare per esempio). La paura del giudizio sviluppa in noi un senso di paura di sbagliare che ci blocca e che interferisce con il raggiungimento della nostra felicità.
In questo articolo svelo un semplice trucco che può aiutare a capovolgere questa brutta tendenza.
L’esempio che tutti posso applicare, perchè tutti e dico tutti l’hanno provato almeno una volta nella vita, è fare esattamente il contrario di quello che gli altri pensano. Basta ricordarsi quando da piccoli i nostri genitori ci dicevano “non fare questo….” o “non fare quello…” e noi puntualmente lo facevamo creando così la nostra esperienza, toccando con mano la soddisfazione di aver fatto qualcosa da soli, avendo cosi invertito la forma pensiero parola azione…fregandocene del giudizio.
Provate a farlo……ovunque voi siate, non esiste posto sbagliato, This must be the place!