Una delle carte di tarocchi da cui mi sono sempre tenuto a distanza, la numero otto, si chiama La Giustizia. Essa è rappresentata da una donna dal volto sorridente ma severo. È seduta su un trono ed ha il capo cinto da una corona di ferro, nella mano destra tiene la spada a doppio taglio, usata per stabilire ciò che va tolto e abbandonato da ciò che invece deve rimanere e fortificare. Nella mano sinistra, c’è una bilancia che pesa gli errori e le mancanze di questa vita.
Il numero otto rappresenta l’infinito, e in questa carta rende l’idea come il processo della giustizia non termina mai.
Fino alla fine dei nostri giorni la carta indica che dobbiamo lavorare di spada per affinare continuamente la qualità della nostra vita.
In questa carta è molto presente il concetto di karma. Per gli orientali, il karma non è altro che l’insieme delle azioni che compiamo in questa vita in relazione a ciò che siamo venuti a fare in questo mondo. Se compiamo azioni in sintonia con la nostra missione, il karma man mano si alleggerirà mentre se al contrario produrremo azioni contro la nostra natura, il karma aumenterà e ci riporterà molte volte le stesse problematiche.
Problematiche che ovviamente, secondo il karma, sono generate dalle nostre azioni non in sintonia con la nostra anima. Sostanzialmente i motivi per cui il karma si ripropone a noi parecchie volte durante il corso della vita, sono sempre gli stessi il giudizio, il senso di colpa, il non riconoscimento, la mancanza di autostima e di auto efficacia, la proiezione delle proprie sventure nei confronti delle altre persone.
In quasi tutti i miei articoli precedenti parlo di queste problematiche quasi come se fossero la mia ossessione. In realtà, sono l’ossessione dei clienti di noi coach che fanno fatica a cambiare vita.
La carta della giustizia ci indica però una soluzione. Questa soluzione è il libero arbitrio, ovvero la capacità di prendere decisioni e di fare azioni senza subire alcun tipo di influenza dall’esterno. Sì, “questo ci prende in giro” direte voi..” è impossibile non essere influenzati….”.
Beh, se così fosse, rispondo io, non vedremmo atleti Paraolimpici a nuotare 10 km, persone trasformare la propria vita e diventare effettivamente felici, comunità di gente che si unisce e opera per il bene collettivo sperimentando forme di sussistenza diversa e alternativa.
Tornando sempre alla giustizia e al legame con il karma, mi viene molto facile accostarla ed unirla ad un lavoro di coaching fatto bene. Credo che, se avessimo ogni mattina la carta della giustizia appoggiata sul tavolo dove facciamo colazione, le nostre giornate sarebbero più produttive e ci renderebbero molto ma molto più felici.
Per nostra fortuna viviamo in un’epoca dove non c’è più la pena di morte e nemmeno la fustigazione per chi decide di essere fuori dal coro e seguire i propri intenti consapevolmente.
Credo che noi si abbia tutto il diritto di prendere delle decisioni lontane dal volere comune 8ovviamente nel rispetto delle leggi), e credo anche sia ingiusto ricevere pressioni dall’esterno per rimanere conforme ai valori in cui non ci conosciamo.
Il libero arbitrio è lo strumento più forte che possiamo utilizzare per compiere una determinata volontà. Questo va usato in modo intelligente, ovvero deve essere utilizzato esclusivamente in maniera positiva. Non serve a niente cercare di resistere e poi lamentarsi di una situazione su cui non abbiamo il controllo.
La realtà comoda o scomoda è la tua base per il potere di cambiare ed è messa lì apposta per farci vedere che cosa non ci soddisfa.
Per esempio dopo l’acquisto della mia nuova casa, ho notato che c’era un’infiltrazione d’acqua da un muro. Durante i temporali della scorsa estate, il piano terra si è allagato due volte. Potevo prendermela con l’ex proprietario, con chi mi ha venduto la casa, e con tutti i santi in paradiso.
Ho invece scelto, grazie al mio libero arbitrio, di cercare una soluzione pratica al problema. Ebbene, quasi incredulo mi sono accorto che l’infiltrazione derivava da un buco in una grondaia. Chiuso il buco, problema finito.
E’ nel nostro interesse sfruttare questa grande potenzialità chiamata libero arbitrio per riacquisire il potere di vivere la vita che vogliamo. Sono sicuro che le nostre azioni possono essere d’aiuto anche a chi ci circonda, nonostante di primo acchito possano sembrare dannose.
Pensa una persona molto stressata, perché percorre due ore tra andata e ritorno nel tragitto casa-lavoro. Questa non arriverà a casa contenta e soddisfatta ma piuttosto agitata per non dire stressata. Trovare un lavoro vicino a casa potrebbe giovare alla qualità della vita di tutti i componenti della famiglia; scegliere di cambiare, in questo caso luogo di lavoro, attraverso una scelta consapevole fa sì che la nostra realtà migliori notevolmente.
Visto che in quasi tutti i miei scritti ho sempre messo un esercizio pratico da attuare oggi, non sarò da meno.
Prendi un’azione di ripetuta che non ti sta portando da nessuna parte, e prova a fare l’esatto contrario. Vuoi un esempio? Pecchi di creatività? Va bene.
Sono mesi che non parli col tuo responsabile Lavoro, si è creato un clima teso e indifferente. Domani chiedi udienza e gli vai a parlare, se non ti riceve puoi incontrarlo alla macchinetta del caffè o al parcheggio. Con questa azione smuoverai qualcosa che inizierà un processo di trasformazione della vostra relazione lavorativa.
Come andrà si vedrà. L’importante per ora è aver agito, essersi dati una nuova possibilità. Perché il coaching in fondo non è altro che l’incontro tra l’intento e la volontà.
Se poi il dialogo col tuo capo è andato male, chiamami…ti aiuterò a rendere il vostro incontro più produttivo.