L’altra sera ho visto un film con Viggo Mortensen, Vincent Cassel, e Naomi Watts, La promessa dell’assassino.
Girato a Londra, è la storia di un’ostetrica che salva la vita ad una bambina, nata da una giovane prostituta dell’est trovata in fin di vita.
Cassell e Mortensen sono due mafiosi russi, il primo figlio di un capo mafia, il secondo autista, e all’occorrenza killer professionista. Senza raccontare troppo trama e finale quello che più mi è saltato all’occhio è che Mortensen acquisisce lentamente potere a discapito di Casell, che continuamente ne perde spendendosi in alcol, droghe e furberie varie.
Alla fine i due avranno una sorta di pari valore all’interno del clan. Il modo in cui Mortensen acquisisce potere davanti ai capi mafia è unico e totalmente opposto dal metodo poco rigoroso dell’amico. Sostanzialmente il killer/chauffeur fa le cose in silenzio e di nascosto.
Mio nonno paterno venne fatto prigioniero in Africa durante la seconda guerra mondiale. Gli inglesi deportarono tutti i prigionieri italiani in Palestina, in un grande campo di reclusione ad Haifa. Dopo il lungo viaggio, con temperature che arrivavano a 50° e mangiando praticamente solo banane o altri scarti di cucina, vennero messi in fila in attesa degli ordini del comandante del campo. Quest’ultimo, essendo stato in vacanza in Italia anni prima, e avendo apprezzato la cucina dello stivale, chiese ai nostri soldati in fila, chi volesse lavorare in cucina.
Mio nonno, il terzo di sette figli, primo maschio e mai preso una padella in mano si fece avanti e e finì con pochi altri a lavorare nella mensa degli ufficiali inglesi.
Così facendo, non solo rifilava qualsiasi invenzione spacciata per prelibatezza italica ai suoi carcerieri, ma riusciva ad avere dei permessi per uscire dal campo per comprare gli alimenti e, da buon italiano, scambiava con gli arabi del posto qualsiasi cosa girasse nel mercato nero in quel periodo.
Se fosse stato in Italia, sicuramente mio nonno non si sarebbe mai offerto di lavorare in cucina, avendo una madre e due sorelle più grandi, non ne aveva mai avuto bisogno, se ne sarebbe vergognato anche perché all’epoca la cucina era roba da gentil sesso.
Mi sono sempre chiesto come sia riuscito in un lampo a dire “vengo io” agli ufficiali inglesi . Credo che la risposta sia molto più semplice di quanto si pensa….. nessuno a migliaia di km di distanza sapeva che non aveva fino a quel momento mai sbucciato nemmeno una patata.
Decidere di fare un’azione nuova non è facile. Ci sono numerose resistenze che spesso ce lo impediscono.
Sicuramente una di quelle è il giudizio degli altri. Quando ci troviamo all’interno di una comunità e vogliamo apportare una novità, l’omeostasi comune fa sì che si creino dei veri e propri ostacoli alla nostra realizzazione.
E non parliamo poi del fatto che, anche solo per un attimo pensiamo di poter dar contro o criticare un’autorità, siamo subito messi al muro e additati come scismatici.
Un’altra resistenza è sicuramente il senso di colpa che proviamo nei confronti di chi lasciamo indietro, di chi, non essendo sulla nostra via, molto probabilmente si allontanerà da noi, quasi sempre in modo definitivo.
Uno degli esercizi più difficili ma anche più concreti che spesso propongo, dopo averlo provato più volte in prima persona, è quello di tenere segreta la propria intenzione di cambiare o fare qualcosa di nuovo per parecchio tempo.
Esiste una legge, non so bene governata da chi, che dice: se vuoi far fruttare il tuo talento non devi parlarne con nessuno finché non l’hai messo in pratica per tanti giorni. Un po’ come quando si vuole iniziare a praticare un nuovo sport, meno se ne parla meglio è. Per due motivi: inizialmente non si vedranno risultati e quindi lo sconforto interno e personale sarà piuttosto elevato e per secondo qualsiasi parola ritenuta contraria al nostro investimento di forza e coraggio, sarà come un grosso macigno da portare sulla schiena.
Per esempio, due anni fa ho iniziato a fare calisthenics, sport che pratico all’aria aperta con l’aiuto di parallele e attrezzi per il corpo libero, e inizialmente non l’ho detto a nessuno.
Gli unici a saperlo erano, oltre al mio coach, la mia compagna e mio figlio, che veniva con me spesso a guardarmi e a provare.
Per mesi ho avuto grande difficoltà a fare le trazioni, avendo anche una problematica alla schiena, non sono riuscito per tanto tempo a fare più di tre trazioni di fila senza fermarmi.
Avessi condiviso con altre persone i miei sforzi mi sarei ritrovato sicuramente davanti il consiglio di cambiare sport… già immagino le parole: sei troppo alto, hai poca massa muscolare, il tuo mal di schiena non ti permette sforzi prolungati, non ti alimenti nel modo corretto…
Per fortuna non mi sono dato per vinto, in silenzio mi sono allenato, anche in inverno col freddo, e adesso posso affermare di essere in grado di fare cinque serie da sette ripetizioni alla sbarra. per me un traguardo impensabile e ora voglio ancora migliorare.
Perché ho voluto portare questi esempi oggi? Credo fermamente che la vita dell’uomo tragga benefici immensi dai cambiamenti che si propone di fare, e ancor di più credo che la salute mentale e fisica dell’uomo migliori più cose nuove noi siamo in grado di fare.
Quindi se esiste il modo per accelerare le nostre scelte e le nostre azioni perché non applicarlo?
Un imprenditore che vuole aprire una nuova linea, uno sportivo che vuole arrivare a un nuovo traguardo, uno studente che vuole migliorare la propria preparazione, vengono tutti avvantaggiati dal farlo in silenzio o al massimo a condividere con pochi e fidatissimi amici.
Anche nelle relazioni funziona. Se vogliamo apportare delle migliorie all’interno dei nostri rapporti più cari, dobbiamo farlo senza mostrare più di tanto all’esterno.
Sembra una cavolata fare così oggi, nel mondo in cui tutti ostentano su vari social cosa sanno più o meno fare. Eppure assicuro che essere contro intuitivi e fare le cose in modo riservato, paga 10 volte di più.
Come sempre vi lascio un piccolo esercizio da fare.
Se volete per 21 giorni, fate una nuova azione in segreto, dedicatici 30-60 minuti al giorno e vedete quanto sarete più veloci a raggiungere i risultati che vi siete prefissati!
Provare per credere.
Naturalmente, se lo fate con il mio supporto, arriverete i primi alla maratona che si terrà tra un mese nonostante i 30 kg in sovrappeso ……
Nella foto non sono io, ma rende l’idea.