Ieri sono salito in montagna, in una zona isolata delle nostre bellissime Alpi Cozie, per effettuare un rituale della capanna del sudore con alcuni amici. In questo periodo si festeggia in Inbolc o la Candelora, uno degli otto momenti chiave dell’anno, e noi abbiamo deciso i festeggiarla sudando per due orette per poi stenderci nella neve, come avrete visto fare in Scandinavia o in Russia.
Per salire, dal parcheggio al luogo dove abbiamo costruito la capanna, abbiamo camminato una bella mezz’ora in mezzo alla neve.
15 anni fa a 30 non l’avrei mai fatto, ero più prestante fisicamente ma più avvezzo alla paura e al procrastinare.
Oggi a 45 anni passati vedo , dopo ogni volta che che mi appresto a questo rituale, che vi assicuro essere totalmente sconfortevole, la realtà che mi circonda con una chiarezza non comune.
La preparazione, oltre allo sbattimento della salita, prevede raccolta della legna e delle pietre, gran falò il tutto nella neve e con i forconi si mettono le pietre roventi all’interno, su cui poi si butta acqua che vaporizzando pulisce, corpo, mente ed emozioni. Insomma non è la SPA strabella da calice in mano…..il fango da noi sa di sudore e fatica.
Jean-Jacques Rousseau ha detto ormai tre secoli fa una cosa bellissima.
“Potete cacciare la natura intima dell’uomo con qualsiasi mezzo e lei ritornerà più forte di prima.”
Con questa frase Rousseau riprendeva un discorso di millenni prima iniziato dai Greci riguardante la lotta infinita tra Eros e tana Athos. La pulsione fondamentale della vita, per Rousseau e per i Greci, si realizzava nell’eros ovvero nell’amore.
Ma perché vi racconto di questo direte? Perché mi sta capitando sempre più in modo ricorrente di assistere un fenomeno estremamente recente…vedo proliferare di persone che si lamentano di qualsiasi cosa e dovunque…e non sono anziani pensionati che hanno visto la guerra e sofferto la fame…tutt’altro.
Per esempio, leggo su LinkedIn spesso e volentieri imprenditori che non sanno come fare per assumere personale qualificato per la propria azienda e e nello stesso momento dipendenti scontenti che piangono perché non si sentono valorizzati, sostenuti e riconosciuti sul posto di lavoro.
Poi ci sono le terze parti, che solitamente criticano gli uni e gli altri senza sapere di cosa stanno parlando, ma lo fanno per sentirsi utili ed accrescere la propria autostima.
Premetto che per forma mentis sono uno che si lamenta pochissimo, conscio del fatto che criticare, anche qualcosa di cui non siamo soddisfatti, porta ben poco. Non ho mai visto nessuno sportivo, superare un record passando il tempo per allenarsi a criticare a destra, sinistra.
La crisi, ovvero il cambiamento, è una parte presente più o meno costante della nostra vita … non solo lavorativa. Ciò che si deve fare per superare le problematiche sul posto di lavoro, ma anche per il resto della quotidianità è ascoltarsi. Sembra banale ma noi uomini tendiamo ad ascoltare qualsiasi cavolata troviamo in rete dimenticandoci costantemente di dare la precedenza al nostro desiderio(Eros), ovvero a quello che realmente ci rende felici.
La cosa più difficile da comprendere è che il tempo perso a guardare cosa fanno gli altri è sprecato e… tolto a ciò che dovremmo fare per essere felici. E non entro negli aspetti psicologici che ci spingono a non agire per il nostro bene. Che non mi competono…… tra l’altro.
Quello che per esperienza posso consigliare a chi si rivolge a me è di ascoltarsi e cercare di capire che cosa si vuole fare realmente nella vita. Costantemente la mente dell’uomo dice: ma io non so cosa voglio, non ho sogni nel cassetto e ho paura di sbagliare. In pratica… non mi conosco e non mi ascolto, e soffro terribilmente il giudizio degli altri.
Vi do una notizia che forse vi stupirà: non è facile conoscersi, non è facile ricordarsi cosa si voleva fare da bambini e soprattutto è quasi impossibile non ricadere sotto il giudizio delle persone ma è ancora più facile ricadere sotto il proprio giudizio.
Io, che da più di 10 anni faccio il coach e il consulente, utilizzo la Meditazione per fare chiarezza mentale. La Meditazione è uno strumento utilissimo, non ha controindicazioni e viene usato da millenni un po’ da tutte le culture. Quando ho iniziato a meditare, non riuscivo a concentrarmi neanche per trenta secondi, quindi capisco che chi si approccia alla meditazione non riesca ad avere risultati immediati… che infatti sono impossibili da avere se si ha la testa piena di tante cose e pensieri vari.
Come ho fatto io a superare i problemi sopra elencati e di conseguenza che cosa consiglio io ai miei coachee e clienti? Per eliminare i pensieri giudicanti intromessi che ci bloccano ci creano tensioni, paure, giudizio e tutte quelle problematiche varie che viviamo giornalmente bisogna FARE.
Sì, avete letto bene bisogna FARE qualcosa di diverso rispetto a tutto quello che noi facciamo quotidianamente….non ci sono altri modi da me sperimentati. Concentrarsi su un’azione e il metodo più veloce per riprogrammare la mente, se non possiamo usare la meditazione.
Io per esempio ho iniziato il mio percorso di pulizia a livello mentale camminando in salita, concentrandomi esclusivamente nel momento presente su ciò che sto facendo passo dopo passo. Chi ha un hobby lo sa, non c’è modo migliore per pacificare la testa che fare qualcosa che ci piace.
Anche qualcosa che non ci piace, che vediamo come una cosa inutile o che ci crea una forte resistenza. In questo caso la mente si pulirà in modo ancora più veloce e avremo una chiarezza di pensiero molto presente.
Quindi il mio consiglio, nei momenti di difficoltà, di lamento e di crisi è quello di agire e fare qualcosa. Fare anche senza uno scopo crea un doppio risultato: vedremo presto una trasformazione, un avanzamento, un progetto realizzato e ne saremo soddisfatti. Questa soddisfazione sarà la base che ci permetterà di far crescere la nostra autoefficacia e quindi ci farà rendere conto che siamo in grado di fare molte più cose di quanto pensiamo perché la mente, che mente, ci fornisce idee limitate mentre ciò che possiamo fare non ha confini.
Il cosiddetto limite è autoimposto. Se si ascolta la mente si progredisce molto lentamente, se si ascolta il nostro cuore, inizieremo a fare tante cose con grande entusiasmo, come i bambini che non si fermano mai.
Quindi un esercizio di coaching per smettere di lamentarsi e non concludere nulla è: FAI….scala una montagna, pulisci le piastrelle del bagno, butta i vecchi vestiti nell’armadio, rigira la terra per l’orto, inizia un nuovo sport, sposta i mobili in casa, insomma AGISCI!
AGIRE è il modo più facile per:
PULIRE LA MENTE DALLE CAVOLATE CHE LA POPOLANO
DI CONSEGUENZA SMETTERE DI LAMENTARSI
E VEDERE LA PROPRIA AUTOSTIMA ED AUTOEFFICACIA AUMENTARE ESPONENZIALMENTE.