I quattro nemici della realizzazione seconda parte

Buon Anno a Tutti!

Stamattina, sotto casa mia, sono stati avvistati 4 lupi a ridosso della statale che collega la valle alla città.

Nella mitologia norrena, Fenrir è un lupo gigante associato alla forza e alla ferocia, mentre Sköll e Hati sono lupi che inseguono il sole e la luna. Odino, il dio supremo, è accompagnato da due lupi chiamati Geri e Freki, simboli di forza e lealtà. Nella mitologia romana, la Lupa Capitolina è la lupa che allattò i gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma. La lupa è diventata un simbolo duraturo di Roma e rappresenta la forza e la protezione. Nella spiritualità e nelle tradizioni sciamaniche, il lupo è considerato un animale di potere che offre saggezza, protezione e guida spirituale. Il lupo, solitario o in branco, rappresenta la forza dell’essere nel contesto di un gruppo, si può essere leader di se stessi o leader di un gruppo.

Nella serie TV Departure ci sono tre cose che mi hanno colpito molto: una è la caparbietà unita all’intelligenza della poliziotta che indaga su un disastro aereo, la seconda è la meschinità del capo delle ricerche, un vecchio stanco che pensa di approfittarsi dell’evento per trarne fama, prestigio e denaro e come terza la brama di potere di un grosso imprenditore, pronto ad asfaltare chiunque gli si metta davanti per fermarlo.
Chi riesce a sconfiggere i propri nemici in questa serie sarà Vincente…. Proprio come insegna Don Juan a Castaneda. Non vi dico altro….. ho paura e ansia che questo mio potere di sapere le cose mi porti una triste verità, quella di essere uno stanco e consumato critico…:)

Il terzo dei nemici per l’uomo secondo Don Juan, è il potere.
Secondo Castaneda, il potere e il più forte tra tutti i nemici.
Acquisito il potere, l’uomo inizia a comandare, a creare regole, ad attendere i risultati perché si crede il padrone.
E tutto questo avviene in qualsiasi ambito, in famiglia, nel sociale, al lavoro e con qualsiasi tipo di persona che ci si pone di fronte, i figli, la moglie, gli amici i colleghi e via dicendo.
Il potere logora dice un vecchio detto, e al 99% ha ragione.

Poche sono le persone di potere che non lo usano per scopi personali o egoici.
Quante volte ci troviamo davanti a persone che si permettono, con superbia e arroganza, di decidere per la vita degli altri, pretendendo prima da se stessi e poi da chi li circonda il massimo dei risultati.
Così facendo, creando leggi e regole personali, che valgono per loro ma non per il resto del mondo, tentano in tutti modi di farle valere in modo assolutistico.
Non esiste alcuna possibilità di gestire il potere attraverso l’ego. Al contrario un uomo non ha il comando su se stesso e non può sapere quando o come usare il proprio potere se non è in grado di valutare il confine che c’è tra la propria volontà e il desiderio altrui.


Un esempio lampante si trova tra i nostri politici, senza distinguo di colori o bandiere, essi sono logorati dal proprio potere e lo usano secondo ideologie personali fatte passare per benefici per la società….e non parlo dei vari dittatori che si sono susseguiti nel 900 in Italia e nel mondo, parlo di gente contemporanea a noi.
Le problematiche del potere si notano soprattutto in azienda quando un capo, un manager, un direttore non è in grado attraverso le soft skills o l’intelligenza emotiva di dirigere il proprio staff senza creare tensioni e, di conseguenza, fughe, con grande perdita di valore per l’impresa.
La cosa che meno viene compresa da chi detiene il potere e che lo stesso facilmente si può rivoltare contro.


La storia ci insegna che i grandi condottieri spesso sono stati rovesciati ed eliminati dai propri fidati aiutanti che non hanno più sopportato le regole imposte. Castaneda dice che per salvarsi da questo nemico l’uomo deve rendersi conto che il potere non è mai suo, che è molto più forte dell’uomo e che in qualsiasi momento può annientarlo.

Il quarto nemico dell’uomo, raggiunto il controllo del potere, non potrà mai essere sconfitto completamente ma solo scacciato più volte. Esso è la vecchiaia. È il momento in cui l’uomo, sconfitti i tre nemici precedenti, sente il desiderio di riposare, sente che la lotta è ormai giunta al termine e vuole dimenticare, così deciderà di fermarsi davanti alla stanchezza e a logorio e questo nemico lo ridurrà ad un uomo debole e vecchio.

Come se l’energia raggiunti i propri obiettivi si azzerasse e non ci fosse più la possibilità di continuare il proprio percorso. L’unico modo per spogliarsi di questa stanchezza è quello di ravvivare il proprio desiderio, di cercare un’altra passione, un altro obiettivo.

Questo è l’unico modo per allontanare la vecchiaia, è l’unico momento in cui l’uomo adulto riesce ad allontanare la fine, un esempio calzante di questo quarto nemico lo troviamo alla fine di un progetto, sia esso lavorativo o personale. Spesso quando abbiamo finito un compito dopo tanti mesi di lavoro ci diciamo…. ecco ora riposo…. niente di più sbagliato perché ripartire da quella stasi comporta uno sforzo incredibile.

Sarebbe meglio, verso la fine dei propri propositi, iniziare a cercare qualcosa di nuovo per poter ripartire subito. Questo è un grande insegnamento per leader che vedono ad un certo punto il proprio gruppo di lavoro svuotato e stanco.

Che cosa si può fare per combattere questi due ultimi nemici?
Beh per prima cosa lavorare su se stessi ponendo l’attenzione a cos’è estremamente importante per noi è valutare quanto lo sia anche per le persone che ruotano intorno a noi. Per trasmettere la passione alle persone vicine si può utilizzare il metodo dell’azione pratica legata al risultato, dimostrare con l’azione cosa si è ottenuto, e poi vedere che reazione suscita negli altri.

(NON SI DEVE ASPETARE UNA REAZIONE IMMEDIATA DI TUTTI, OGNUNO HA IL PROPRIO TIMING RICORDATE?)


In caso di reazione negativa non bisogna prendersela ma continuare sulla propria strada prendendosi la totale responsabilità del risultato finale. Se non si riesce a coinvolgere un gruppo di lavoro e perché non siamo stati in grado di condividere il nostro obiettivo, quindi va fatto un lavoro all’indietro su come abbiamo comunicato i nostri intenti. Già questo è tanto lavoro da fare per il terzo nemico.
Per il quarto invece va presi in considerazione il fatto che la vita è una ruota che gira e il modo migliore per essere al centro e girare con essa. In breve girare con essa significa rendersi conto di quando è il momento di abbandonare il vecchio per intraprendere un nuovo percorso.
La scelta poi non è mai una scelta definitiva, ma può essere modificata in corso d’opera perché l’evoluzione delle cose va di pari passo con l’evoluzione personale.
Ho parecchi amici che hanno perseguito la carriera professionale fino intorno ai quarant’anni per poi sentirsi stanchi ed annoiati. Dopo poche riflessioni hanno cambiato completamente vita e si sono reinventati imprenditori o professionisti in settori totalmente differenti da quelli in cui provenivano, questo perché hanno ascoltato l’intento del cuore che li stava portando lontano da dove erano precedentemente diretti.

Ora ti chiedo…..dove sei diretto tu? Hai coinvolto qualcuno nei tuoi progetti? Come si stanno comportando? Hai già pensato al tuo prossimo obiettivo?


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