Ricordo, anni fa, una fortissima esperienza durante un rituale sulle Alpi Apuane, sopra a Camaiore per intenderci.
Lì, durante l’esecuzione di una INIPI o capanna sudatoria, rito antichissimo molto simile ad una sauna, fatta però in un bosco e condotta da chi ha potuto stare a contatto con gli indiani americani per diverso tempo, un signore rimostrò che non si stava trovando a proprio agio e faticava a seguirci.
Così il conduttore o sciamano, chiamatelo come volete, decise di interrompere il rito e dopo averci fatto sedere in cerchio intorno a quel signore, ci spiegò una cosa importantissima.
La capanna sudatoria, in quanto atto terapeutico di purificazione fisica ed emotiva, ha come fine il benessere dell’uomo, a prescindere da come viene svolto il rituale.
Questo è uno degli insegnamenti che mi sono portato dietro nel coaching e che mi sforzo costantemente di attuare con ogni cliente che mi permette di lavorare con lui.
Perché le aziende sono fatte di uomini molto diversi tra loro, con problematiche derivanti da differenti conflitti e che necessitano di un intervento personalizzato a seconda dei casi.
NON E’ POSSIBILE TROVARE UNO SCHEMA-METODO UNIVERSALE CHE VADA BENE PER TUTTI.
E’ invece doveroso guardare in faccia alle singole problematiche del cliente e valutare da quale partire per poi proseguire il lavoro gestendo al meglio tutti gli elementi sensibili.
SOLO IN QUESTO MODO SI HA LA CERTEZZA CHE IL COACHING POSSA FUNZIONARE AL MEGLIO E LA TRASFORMAZIONE VENGA COMPLETATA.
OLTRETUTTO SOLO CON UN METODO PERSONALIZZATO SI DA LA POSSIBILITA’ AL CLIENTE DI REPRICARLO IN AUTONOMIA SENZA VINCOLI.
Se è la relazione che bisogna cambiare per vedere UNA CRESCITA NELLA GESTIONE E DELLA PRODUTTIVITA’ DELLE RISORSE, allora bisognerà cucire su misura la relazione tra coach e coachee.
HO VISTO FIOR FIOR DI FORMATORI OFFRIRE METODI PRE CONFEZIONATI SPACCIANDOLI PER GARANZIA DI SUCCESSO PER POI FINIRE COME UN BUCO NELL’ACQUA.
Non esiste il metodo perfetto, in particolare nel delicato insieme relazionale.
Avete mai provato a relazionarvi nello stesso modo con i vostri genitori, poi con i partner e in fine con i figli? Sapete meglio di me che è impossibile trovare un’unica via ma ci sono tante opzioni a seconda di chi ci sta davanti.
1 CON I GENITORI C’E’ ASCOLTO
2 CON I PARTNER LA CONDIVISIONE
3 CON I FIGLI LA COMPRENSIONE
Lo stesso funziona bene anche nel business coaching relazionale dove ogni personalità va riconosciuta e trattata come UNICA.
Che cosa ne pensate?