L’apporto del Coaching sulle relazioni aziendali…

Leggevo giorni fa un articolo riguardante il ritrovamento di due esmplari di squali bianchi presso la tonnara di Favignana nel giugno del 1987. Rimasero incastrati nelle reti ma, mentre un valoroso sub riuscì a liberare il maschio, per la femmina non ci fu nulla da fare.

L’esemplare, una volta issato al porto venne misurato e pesato: risultò 5 metri e 40 cm per ben 2 tonnellate e 350kg di peso….(dato impressionante se pensate che una fiat tipo pesa la metà).

Nello stomaco dell’enorme pesce vennero trovati 20 tonnetti e un delfino di 200kg!

In effetti Spielberg non è che avesse poi proprio esagerato con il suo film eh……

Perchè vi parlo dello squalo? Perchè in questo frangente lavorativo non è così inusuale

C’è una grande apprensione nelle aziende italiane in questo momento…..sarà un settembre cruciale, non solo per le elezioni in vista.

La strada su cui le aziende fino a ieri galoppavano certe si è rivelata non essere più così sicura.

Ne parlavo poco prima delle ferie con l’Hr di una delle più grandi aziende del nord/ovest, azienda con tutte le sedi in Italia, fiscale, legale, etc….

Nonostante i due anni di incertezza passati, il fatturato non è diminuito, anzi il trend ha visto salire, di poco, i ricavi e la soddisfazione dei vertici.

Se dal punto di vista finanziario ed economico l’azienda è in salute, non è lo stesso per quello che riguarda i rapporti interni……che sono sempre più un disastro. Sia tra colleghi dello stesso livello sia tra manager e riporti la comunicazione è sostanzialmente o imposta o subita.

Non c’è più scambio e tantomeno voglia di rimettersi in gioco anche solo per provare a raddrizzare le cose, sembra che si vada molto velocemente verso un tipo di relazione tra robot piuttosto che tra anime.

PERCHE’ AVVIENE TUTTO CIO’? E PERCHE’ E’ COSI’ DIFFICILE INTERVENIRE DALL’INTERNO?

Tutto ciò, ovvero i rapporti difficili con i colleghi nascono per motivi molto ben percettibili:

1: VENGONO UTILIZZATI LINGUAGGI DIFFERENTI, ovvero si parla ma non si comprende l’altro e quindi si crea lo scontro.

2: SI TENDE A MINIMIZZARE CHE UN PICCOLO SCREZIO PUO’ DIVENTARE ENORME, la mente umana tende ad ingigantire i problemi ed a minimizzare i successi.

3: VIGE LA REGOLA IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI: ovvero piuttosto di raggiungere l’obiettvo tiro giù tutto ciò che mi si para davanti, asfaltando così la relazione.

L’HR è stato molto chiaro con me: il malcontento è talmente elevato che le richieste di ferie, permessi, malattie, si è impennato alle stelle…….e con motivata ragione ha ammesso.

E non si parla di estate, caldo e voglia di mare o aria condizionata. Si parla di un trend che va avanti da 12 mesi e più, ovvero da quando si è rientrati, magari anche solo a rotazione, dallo smart working.

Dopo mesi passati a relazionarsi davanti ad uno schermo, lo shock di rientrare a lavoro gurdando negli occhi i colleghi è stato fortissimo e per molti è stato come sedersi al banco il primo giorno di scuola……terrificante.

COSA PUO’ FARE UN COACH COME ME PER AGEVOLARE UNA COMUNICAZIONE PIU’ LEGGERA ED EFFICACE?

Lavorare sui tre aspetti principali della comunicazione stessa, e riprendo Dorothy Law nolte nell’ affermare che da adulti trattiamo gli altri come ci hanno insegnato da bambini.

IL PRIMO LAVORO VA FATTO SULLA CRITICA E IL GIUDIZIO: va cancellato il pregiudizio e si deve trasformare ogni critica in un movimento costruittvo atto a risolvere il problema. (e attenzione, nelle aziende elefanti che troviamo, il processo è ostracizzato dalla difficoltà di cambiamento del collettivo).

IL SECONDO LAVORO E’ TOGLIERE IL SUPERFLUO DALLA COMUNICAZIONE: quante inutili e dannose parole e frasi vanno evitate perchè non utili al conseguimento dell’obiettivo, ovvero il comunicare. (e qui di nuovo si viene a contatto con il doppio problema della delega, che scarica da una parte ma appesantisce dall’altra.)

IL TERZO INTERVENTO VA FATTO SUL RAPPORTO EMPATICO: tutto ciò che viene velocizzato nelle relazioni umane, e non mi stanco mai di ripeterlo, passa dall’empatia, ovvero dalla capacità di mettersi nei panni degli altri senza perdere la giusta distanza con l’altro.

Lavorando inizialmente su questi tre aspetti, si riesce a ricostruire la base comunicativa interna, le aziende italiane hanno come necessità primaria di mantenere le relazioni tra le persone perchè come si evince leggendo gli studi nazionali, le fughe o i repentini cali di fatturato passano proprio dalle cattive relazioni tra colleghi.


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