Nella chiesa di Taby, cittadina che si affaccia sul mare nella Svezia sud orientale, il pittore medioevale Albertus Pictor dipinse la morte intenta a giocare a scacchi con un cortigiano.
Nel 1957 Ingmar Bergman tradusse cinematograficamente un’ opera teatrale da egli stesso scritta due anni prima, Pittura su legno, ispirata al dipinto di Taby, dove Max Von Sydow, morto in questi giorni, interpreta un cavaliere che gioca a scacchi con la morte, nel tentativo di rimandare la sua venuta e di capire alcune cose sulla sua precisione.
In un momento di forte agitazione sociale, dovuto all’emergenza sanitaria che ha colpito oramai l’intero globo, mi vorrei soffermare un attimo su cosa realmente ci provoca la sofferenza.
La psicologia fondamentalmente riduce il tutto allo scontro tra Io ed Ego, ovvero alla distanza di piacere che ci danno l’essere o l’avere.
I Greci sostenevano che la sofferenza non fosse altro che mancanza di conoscenza di sé e che se ne sarebbe andata via solo con la morte.
Per i mistici la sofferenza dipende da come si sceglie di vivere, se ci si affida alla legge divina o naturale è impossibile soffrire.
Noi occidentali abbiamo deciso di affidarci alla legge di reazione, ovvero proviamo dentro a ciò che ci viene fatto da fuori.
Ora prendendo per certo che tutte le emozioni che l’uomo prova ; la sofferenza, la gioia, il dolore, la beatitudine etc etc…le prova all’interno di se mi viene da chiedere il perchè TUTTE dipendono da ciò che è al di fuori di noi.
Non avendo mai provato alcuna emozione al di fuori di noi PERCHÉ‘ LASCIAMO CHE EVENTI ESTERNI CI INDUCONO PENSIERI ED EMOZIONI SPESSO E VOLENTIERI NEGATIVI PER NOI E PER I NOSTRI CARI?
Perchè lasciamo che qualcuno o qualcosa all’infuori determini ciò che proviamo internamente?
RISULTA IMPOSSIBILE AVERE IL CONTROLLO DELLA PROPRIA VITA SE AD OGNI EMOZIONE PROVATA CORRISPONDE UNA CAUSA ESTERNA……NON CONTROLLEREMO MAI NULLA.
Porto qualche esempio per semplificare la mia riflessione:
- Ho una relazione che non mi soddisfa perchè mia moglie ama viaggiare mentre io non esco mai di casa.
- Sono arrabbiato con i miei vicini perché posseggono un’auto di lusso mentre io guido un’utilitaria mezza scassata.
- Provo gioia quando tornando a casa da lavoro non trovo coda in autostrada.
- La domenica mattina posso dormire beatamente fino a tardi perchè non devo rendere conto a nessuno.
- Ho paura di morire perchè ho letto che c’è un serial killer nella zona…etc etc etc
Insomma a pensarci bene tutto ciò che proviamo, dalla depressione all’euforia più marcata non dipende da noi, ma da fattori esterni.
Allora mi chiedo che senso ha la parola controllo nel 2020? Ha senso per fortuna.
Si perchè se lo vogliamo possiamo decidere di controllare le nostre emozioni da adesso…si si proprio da questo momento….come vi chiederete?
Beh semplicemente scegliendo l’opportunità di provare solo ciò che desideriamo provare, basandoci sull’esperienza personale che compiamo ogni giorno.
Scegliendo costantemente ciò che ci fa star bene, mettendo come pratica routinaria l’ascolto di se stesso e non dell’altro.
Cercando se stessi e non il piacere alieno riusciremo realmente a controllare la nostra vita costantemente.
Non è facile fare una scelta del genere perchè la confusione regna sovrana nella nostra mente e spesso la domanda “CHI SONO?” non trova risposta.
Allora attraverso il mio metodo ho formulato alcune domande fondamentali che dovremmo farci ogni giorno appena svegli e soprattutto imparare a controllare se tendiamo a rispettarne le risposte oppure no.
Tutto qui? Sembra facile a dirsi ma, vi invito a provare per 21 giorni ogni giorno appena svegli a fare questo breve esercizio. Avrete delle sorprese incredibili e molti di voi inizieranno a non riconoscersi e ad accettare il fatto di vivere per soddisfare l’altro e non se stesso.
Ecco le domande…buon lavoro….
Qual’ è il mio progetto di vita?
Che cosa lo sta ostacolando?
Come reagisco davanti all’ostacolo?
Svolgo il lavoro che ho pianificato nel mio progetto?
Mi comporto in modo da essere sempre autentico?
Nelle relazioni tratto sempre gli altri come vorrei esser trattato?
Conosco una pratica che può in ogni momento farmi tornare sereno?
Esiste qualcosa di Non detto che vorrei dire ma che mi tengo dentro?
Rispetto me stesso e la mia integrità?
Buon lavoro e buon controllo