Per rinascere dobbiamo prima perderci….nei boschi dietro casa.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant’ è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

Io non so ben ridir com’ i’ v’intrai,
tant’ era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.”

 

Non credo che Dante meriti i miei ignobili commenti e quindi passo oltre.

 

Il mio lavoro si fa quasi sempre all’aperto, un po’ perché la natura ispira le mie domande, un po’ perchè mi sentirei cretino a sprecare una giornata di sole chiuso in studio. La collina, un sentiero tra i castagni, le scarpe di ricambio nel bagagliaio, non mi è mai servito molto altro per le mie sessioni. A volte lungo il Po al Valentino o su alla Maddalena, primo o secondo parcheggio…dipende dall’ispirazione….appunto.

Con Fabrizio, imprenditore di mezza età molto in forma, sciatore, golfista, ciclista e alla fine anche camminatore fra i boschi (grazie a me), l’intesa è stata immediata.

Probabilmente in altre vite abbiamo a lungo lavorato fianco a fianco, così proficuamente da esserci incontrati in questa di vita per chiudere o sublimare qualcosa di importante.

Pubblicando la sua lettera di ringraziamento ho deciso di non omettere nulla, ho cambiato solo il nome per privacy. Includo anche il post scriptum, in particolare per evidenziare che non sono riuscito nel mio intento segreto…fargli cambiare fede calcistica.

Voglio augurare a tutti di trovare sulla propria strada un Fabrizio, cercando di aiutarlo nei propri intenti mi sono ritrovato ad aiutare me stesso, ho visto le mie mancanze nelle sue, e mai mi sono messo la maschera di chi a volte avrei voluto interpretare. Egli mi ha dato la possibilità di formare un Coach da 0, di adempiere a quella missione, quel sacrificio del mio essere……. di essere per una volta il Maestro con la M maiuscola, ovvero quello che forma Maestri molto più bravi.

Ringraziando Fabrizio per la testimonianza, concludo dicendo che se trovate nel bosco uno spilungone che spara parole senza apparente significato, beh quello sono io intento ad “ipnotizzare” i miei coachee…..

 

Ps andate a vedere il film di Polanski sul caso Dreyfus, vi si apriranno parecchi cassetti……

Ecco la lettera:

 

Caro Alessio,

Tempo fa un’amica che mi conosce bene ed era al corrente del percorso che avevo fatto per risolvere i  miei problemi legati al passato mi ha detto; “Prova a fare due parole con Alessio, è molto bravo e secondo me potrebbe aiutarti“.

Come ben sai io stavo terminando un percorso psicoterapeutico che in effetti mi aveva molto aiutato a gestire gli stati d’ansia scatenati da tutto quello che mi è capitato negli anni e, perché no, dalla mia natura,  ma sentivo che mi mancava qualcosa. Tutto sommato avevo imparato a contenere e gestire le mie problematiche ma non ero soddisfatto perché, giunto a quel punto della mia esistenza sentivo che mi serviva qualcosa di diverso.  In buona sostanza non ero soddisfatto di me stesso e di come affrontavo  la vita. Per lungo tempo ho giustificato quello stato d’animo con la classica crisi di mezza età ma dentro di me sapevo che in realtà si trattava di qualcos’altro. Volevo cambiare e avevo bisogno di nuovi stimoli.

E’ stato allora che ho deciso di dar retta al consiglio della mia amica e ti ho chiamato.

Una delle prime domande che mi  hai fatto è stata; “Che cosa cerchi principalmente?” Ricordo perfettamente che ti dissi; “Voglio essere sereno.” E da lì siamo partiti per il nostro percorso.  Percorso è il termine giusto perché abbiamo camminato in mezzo ai boschi per ore ed ore anziché stare più convenzionalmente seduti in uno studio come avevo sempre fatto in precedenza. Tu sostenevi che camminando in mezzo alla natura avremmo giovato della sua energia  ed avremmo lavorato meglio e così è stato.

Tutto quello che abbiamo fatto insieme è stato estremamente stimolante perché tu mi hai sempre fatto sentire padrone del processo di crescita che stavo compiendo. In altre parole ho sempre avuto  la sensazione di essere io a scegliere gli argomenti di discussione e gli obiettivi da raggiungere senza mai sentirmi eccessivamente guidato e, sopratutto, vincolato da te.

In realtà la tua regia c’è stata eccome ma sempre molto poco appariscente.

Un esempio su tutti il mio  interesse per la meditazione. Sapendo che tu la pratichi ti ho di fatto chiesto di insegnarmi e tu invece mi hai indicato la strada per trovare da solo la soluzione che, tra l’altro, ha rappresentato una vera e propria svolta nella mia vita.

Questo probabilmente è il segreto del tuo metodo vincente; guidare suggerendo affinché chi si affida a te abbia sempre la sensazione o meglio la consapevolezza di trovare le soluzioni autonomamente e, così facendo, possa rafforzare la propria autostima.

Oggi a distanza di tempo posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo principale perché riesco molto sovente ad affrontare le mie giornate con serenità anche se non è facile perché il mondo in cui viviamo fa di tutto per ostacolare in questo.

Se sto meglio e sono felice lo devo in grandissima parte a te e al lavoro che abbiamo fatto insieme e di questo ti sono estremamente grato.

Fabrizio

P.S.

Utilizza come meglio credi queste mie parole. Non sapendo bene a cosa potessero servire  ho deciso di significarti quello che penso realmente.

A margine di questa lettera voglio inoltre ringraziarti per la tua amicizia che considero un bene prezioso. Non so come possa fare ad apprezzare a tal punto un interista del cazzo ma sai com’é, la vita riserva sempre delle sorprese…..

Buon Natale !!!

 

 

 


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