” E’ più importante l’immaginazione della conoscenza ”
Albert Einstein
Da dizionario: Ribellione
Rifiuto di adeguarsi alla volontà altrui o alle norme sociali SIN disubbidienza: r. a un’educazione troppo severa; atteggiamento di opposizione, di protesta contro ciò che si avversa: r. alle ingiustizie; anche in senso fig.: r. al destino avverso
Oggi il tema dell’articolo sono sicuro che toccherà praticamente tutte le vostre coscienze, parla di un atteggiamento che l’uomo spesso scambia con la reazione.
La reazione è passiva, ovvero reagiamo per uscire da una situazione che non ci piace, che non sentiamo nostra e rifiutiamo.
La ribellione oggi è uno stato permanente attivo, è la capacità di non essere a prescindere come gli altri ci vogliono, è il non conformarsi all’essere un numero, uno dei tanti, è la capacità di rimanere se stessi qualunque cosa ci accada intorno, qualunque sia la tendenza odierna.
Facile a dirsi vero? Chi non sognerebbe di difendere la propria unicità in un mondo che tende a livellare? Ma come possiamo uscire dal coro e riappropriarci di NOI senza remora alcuna?
Per spiegare meglio la mia idea di ribellione e come l’ho resa attuale attraverso la mia idea di LIFE COACHING inizierò ad analizzare il momento in cui ho preso la strada dell’involuzione personale e di come ne sono uscito (fortunatamente).
Il tentativo di appiattimento inizia con la scuola, per me è iniziato in prima media, quando la moltiplicazione dei professori crea un distacco emotivo fortissimo con il rapporto che avevo prima con l’istruzione. E non pensate che la mia scuola elementare fosse un tripudio di coccole e amore per gli studenti perchè il nostro maestro/prete menava come un fabbro!
Trovarsi davanti a 6-7 professori (già il nome crea distacco emotivo in quanto la carica superiore indica che loro sono su un gradino più alto, più lontano da noi, e la figura del maestro, che come tutti i maestri è buono solo se crea altri buoni maestri, viene sminuito come l’ultimo degli inutili. Ricordo però che Galimberti, il primo dei pensatori Italiani e docente in Ca Foscari a Venezia, da decenni sostiene che ai maestri elementari andrebbe dato lo stipendio dei docenti universitari in quanto le mappe emotive create in tenera età sono fondamentali per la crescita dei bambini e sono in grado di definire uomini sani al contrario dei bambini che non hanno sviluppato mappe emotive che rischiano di diventare psicopatici, ovvero non hanno idea della differenza tra il bene e il male.) fu per me un atto di confusione perchè persi il riferimento.
E cosa accadde? Accadde che perdendo il riferimento persi la fiducia, le parole non riuscirono a sostituirsi all’atto e entrai in crisi, una crisi che durò qualche mese in cui a fatica assimilai il cambiamento.
Ma cosa avvenne in me da provocare questo smottamento?
Sentii profondamente ingiusto seguire delle regole che non si confacevano con il mio vivere precedente, ovvero le regole nuove non mi permettevano di esprimermi come sentivo di fare e mi sentivo profondamente LIMITATO in tutto.
Il LIMITE imposto, quanti esempi abbiamo davanti di limitazioni offerte da famiglia, chiesa, cultura e via discorrendo, è deleterio perchè non ci permette di sperimentare sulla nostra pelle cosa ci può piacere e cosa ci disturba.
La liberazione avvenne all’università quando scelsi in autonomia il piano di studi, quando riuscii finalmente a decidere da solo che cosa studiare e come studiarlo, ovvero scegliendo il metodo a me più appropriato, nel mio caso apprendo molto più velocemente se riesco a collegare ciò che studio al mondo che mi circonda, ovvero se riesco a fare quelle CONNESSIONI che mi consentono di capire.
Potessi per un momento sostituirmi al ministro dell’ Istruzione proporrei una scuola aperta, con il piano di studi scelto esclusivamente dallo studente, magari mantenendo la base culturale classica e lasciando la specificità ai ragazzi che sarebbero in grado di sentire la scelta e non di subirla.
In che modo il mio modello di coaching agisce per aiutare il cliente a ribellarsi e vivere come il desiderio delle emozioni e dei carismi suggerisce?
Spesso chiedo a miei coachee quale sarebbe il primo cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo e come potrebbe aiutare a realizzarlo.
Spesso mi viene risposto: “IO vorrei cambiare e così vedrei il mondo cambiare”.
“Risposta esatta!!” aggiungo sempre io.
L’unica soluzione per vedere il mondo cambiare è in primis cambiare noi stessi, DARCI LA POSSIBILITA’ DI ESSERE QUELL’IO UNICO CHE ORA NON SIAMO, ci permetterà di portare nel mondo il cambiamento che vogliamo vedere. Condividere il nostro cambiamento è la forma di insegnamento altissima di cui l’uomo ha bisogno, portare il proprio esempio nel mondo è il metodo migliore per iniziare a cambiarlo.
Archimede non avrebbe inventato nulla se non si fosse preoccupato di andare contro alle credenze dell’epoca sulla fisica e sull’ingegneria. Lo stesso Galileo non si sarebbe sganciato dalle vecchie teorie se non si fosse ribellato, ovvero se non fosse stato in grado di andare contro all’ordine delle cose.
Nessuno crea nulla senza sperimentare quella forza che risiede nel desiderio di cambiamento, e aggiungo che nessuno è felice se vive facendosi modellare la vita da altri.
Intendo la RIBELLIONE come il metodo per liberarci dalla forma di un mondo che non ci appartiene.
La mia tecnica di esercizi mirati consiste nel ribellarsi all’automatismo imposto e a creare un nuovo automatismo derivato dal nostro desiderio più profondo. Questo è il modo più veloce per uscire dai condizionamenti e liberare l’IO dalle costrizioni che a volte ci portano fino alla malattia.
Volete provare? Lunedi mattina andate a lavorare come ci andrebbe il vostro IO felice…in bici? in costume da bagno? mettendo i calzini di pokemon? Non importa come ma fatelo!
Esiste una pianta che si ribella continuamente, si chiama Bellis Perennis, ovvero la margheritina di campo.