Come cambiare l’idea di sé

Nel film l’Uomo senza sonno del 2004 ( The Machinist di Brad Anderson), un anoressico Christian Bale non dorme da più di un anno per via di uno shock di cui non ricorda praticamente nulla.

Trevor, il nome del giovane operaio interpretato da Bale, conduce una vita piuttosto confusa, egli non sa bene perchè si è dimenticato parte della sua vita, ha difficoltà nelle relazioni con i colleghi, che lo ritengono responsabile di un grave incidente avvenuto in officina, e con la fidanzata, che ben presto lo mollerà causa il suo stato mentale decisamente in confusione.

Come se non bastasse Trent ha il sospetto che un certo Ivan, uomo di cui non ricorda quasi nulla e che gli appare nei momenti di sogno o almeno immagina di sognare, lo stia seguendo per fargli del male.

Trent è ridotto ad uno scheletro dall’insonnia e dalla paranoia da essa provocata e crede di impazzire lentamente se non riuscirà a risolvere l’enigma del postit che ha appeso nella propria casa….postuit che recita “WHO ARE YOU? ”

 

Una delle domande più importanti che un Coach deve ripetere più volte durante il lavoro con i propri clienti è proprio: CHI SEI TU?

L’ autodefinizione contiene le più disparate interpretazioni del momento attuale e spesso non rispecchia minimamente chi veramente siamo, ma abbraccia di più lo stato psicofisico che stiamo attraversando in questo istante.

Andare a DESTRUTTURARE la credenza momentanea del coachee è una delle prove più ardue che il Coach affronta durante il percorso, le resistenze mentali all’intenzione di ricodificare la nostra immagine appaiono di una forza inimmaginabile.

Se Dante che si ritrova”….. nella selva oscura che la retta via era smarrita…..” e conosce il modo più veloce per addentrarsi in una nuova avventura, ovvero si fa artefice della distruzione della realtà in cui più nulla è retto, cioè regolato dai processi mentali, allora noi abbiamo un esempio importante nel sogno dove spesso la realtà non coincide con la conscia verità del sé.

Anna sta vivendo una profonda crisi a livello lavorativo, ad un certo punto della propria carriera si è resa conto di essere senza stimoli e di trovarsi in su una strada senza possibilità di uscita.

IN PIU’ DA QUALCHE MESE E’ RIMASTA ORFANA (condizione che accentua la crisi).

L’azienda per cui lavora come analista le ha concesso un’aspettativa e Anna sta riflettendo sul da farsi poichè ha grandi difficoltà a riconoscersi in quel ruolo che ha svolto con diligenza per vent’anni. Per accontentare ( dal latino CONTINERE che significa trattenere…cioè l’accontentato è un uomo trattenuto e di conseguenza lo sono i propri figli che appunto eseguono la legge degli avi) i propri genitori ha studiato ragioneria e poi economia e commercio per poi entrare in azienda e svolgere ruoli di analisi finanziaria.  Tralasciando le problematiche relazionali che l’hanno spinta verso una sorta di isolamento introspettivo, Anna mi racconta di una sogno che ha fatto la notte prima della nostra seconda seduta, quella in cui per prassi si definisce un piano d’azione per raggiungere l’obiettivo….se questo c’è ovviamente.

Nel sogno Anna è una bambina che sta “…..giocando a tennis con diversi amichetti, è gioiosa, allegra, divertita, non curante dei problemi e del grigiume del mondo…..” quando viene bruscamente interrotta da un adulto che ” per far rispettare le regole del campetto ci deve fare uscire dal campo alle 19 precise…interrompendo un set che la vedeva nettamente in vantaggio.”

Alla fine del racconto del sogno Anna ha un momento di smarrimento ed inizia a ricordare alcuni particolari di un esperienza vissuta alla fine delle scuole elementari, durante i giochi scolastici raggiunge la medaglia d’oro nella gara ad ostacoli e si piazza tra le prime nel salto in lungo ed in alto, è piuttosto alta per la sua età ed il suo maestro di ginnastica vede in lei una futura possibile atleta.

“Perchè non ha continuato con l’atletica?” le chiedo io annusando già la risposta…

Perchè mio padre da giovane era solito giocare a basket con gli amici e capitò che si ruppe un piede proprio durante una partitella domenicale. I miei nonni, che avevano un negozio, contavano sul suo aiuto per sistemare il retro e sollevare le casse delle bottiglie, appena lo videro con le stampelle gli vietarono di giocare a basket e lo costrinsero ad una vita più sedentaria, quella stessa vita che lui costrinse me a fare per parecchio tempo non dandomi la possibilità di allenarmi ….MA IO SONO UN’ATLETA CAVOLO!!!!

( Ricordate la domanda del film: WHO ARE YOU?)

Le dinamiche familiari in questo caso hanno letteralmente deviato su un binario morto la vita di una donna che ha visto repressi i suoi sogni finchè tutto non è venuto a galla.

Che cosa ho fatto allora per rafforzare questo sentimento di rinascita che sta riaccendendosi in Anna?         Ho fatto si che Anna re incontrasse, anche se in modo totalmente inconscio, attraverso una piccola induzione ipnotica, la bambina che era a 10 anni. Così facendo ho voluto aggirare 35 anni di dogmi familiari ristrutturando le priorità di Anna ponendo come vertice di comando il mentore dell’ Anna bambina, felice gioiosa e non curante del grigiume dell’altro.

I sentimenti e le azioni e che Anna ora decide di provare sono dettati dall’autonomia, dallo svincolo del dogma familiare e dalla unicità dell’intento( inteso come il proprio e solo intento). 

Alla domanda “chi sei tu?” ora Anna mi risponde così: “ Sa ieri ho fatto 130 affondi con due manubri da 12 kg….penso che mi iscriverò presto ad una campestre in programma a giugno sui laghi”.

A volte a chi mi chiede a cosa serve il coaching rispondo così: A RISCOPRIRE CHI SEI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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