L’importanza totale dell’Intento

“Io sono più interessato al lavoro di Castaneda piuttosto che alle storie riguardo la sua personalità. A chi importa se era nato in Brasile o in Perù? A chi importa se egli realmente visse con gli indiani Yaqui, Mazatechi o Huicol? A chi importa se Don Juan e Don Genaro esistettero veramente? Questo è semplicemente “pensare povero”. Ciò di cui io mi interesso è il lavoro di Castaneda: Idee, filosofia, paradigmi, ecc. Se i libri di Castaneda sono fantasia, grandioso, sono i migliori libri di finzione che io abbia mai letto.”

(Octavio Paz)  , diplomatico, scrittore messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990, considerato il poeta di lingua spagnola più importante della seconda metà del Novecento.

Carlos Castaneda, scrittore Americano, è un punto di riferimento per molti nel mondo. Lo è anche per me.

…nulla si può tentare se non stabilire l’inizio e la direzione di una strada infinitamente lunga. La pretesa di qualsiasi di qualsiasi completezza sistematica e definitiva sarebbe, se non altro un’illusione. Qui il singolo ricercatore può ottenere la perfezione solo nel senso soggettivo che egli comunichi TUTTO CIO’ CHE E’ RIUSCITO A VEDERE.”

Georg Simmel

Per spiegare in breve termine che cos’è l’Intento, oltre a citarne la definizione che Castaneda da nel suo libro, il Fuoco del profondo, “L’intento è la forza diffusa che ci mette in grado di percepire. Noi non acquistiamo consapevolezza perché percepiamo, bensì riusciamo a percepire in conseguenza dell’intrusione e del peso dell’intento”, potremmo dire che è la forza potente che sta alla base di ogni nostra azione finalizzata al superamento di una stasi che ci limita.

Il coaching come lo concepisco io ha alla base il concetto di intento castanediano, e non esiste senza di esso. Quando un cliente si avvicina al coaching, non importa se life o business, viene sempre messo al corrente di quali sono le mie priorità.

Una di queste, direi il fondamento, è la consapevolezza della propria forza.

Non si arriva all’obiettivo senza prima riconoscere il proprio valore, la propria efficacia, il potere di cui si dispone.

Per arrivare a questa consapevolezza proprio Castaneda, ed io condivido in toto, elenca quattro doti che un uomo, che lui chiama GUERRIERO, deve avere con sé prima di intraprendere una qualsiasi esperienza di miglioramento.

  1. IL RISPETTO ovvero la capacità di rispettare e riguardare tutti gli oggetti, le azioni, i momenti e gli uomini che fanno parte della propria esperienza di vita. Nessuno può venire da me e pretendere di raggiungere un obiettivo senza rispettare la propria limitatezza e quindi anche di chi lo circonda, non sarebbe possibile farlo perchè chi non conosce i propri limiti non ha la possibilità di superarli.
  2. LA PAURA ovvero il portare avanti le proprie azioni nonostante la possibilità che il terrore ci assalga. Anzi prima si affrontano le paure e prima le si sconfiggono. La paura di non farcela data dal giudizio e dal senso di colpa, dalla mancanza di autostima e di autoefficacia derivanti da imprinting familiari o sociali scorretti, può essere affrontata esclusivamente affrontando l’esperienza, mettendo la forza dell’intento al nostro servizio.
  3. ESSERE VIGILE: per affrontare una prova l’uomo ha bisogno di richiamare determinate attitudini in modo da unire lo scopo di un’azione e la ragione che lo spinge a quella determinata prova. Se voglio compiere il Cammino di Santiago, dovrò avere a disposizione costantemente tutte le risorse necessarie per il mio scopo ma dovrò anche essere in grado di adattarmi ai cambiamenti che incontrerò sul percorso ,ovvero essere resiliente e sfruttare il mio archivio di conoscenza, per potermi districare da qualsiasi prova inaspettata. Ricordo che durante il mio cammino decisi di buttare alcuni vestiti che riempivano il mio già scarno zaino, così facendo mi preparavo alle salite della Galizia con la consapevolezza di essere al 100% della mia condizione.
  4. AVERE FIDUCIA: ottenere la forza necessaria per affrontare la prova è sicuramente una questione di fiducia. E’ essere in grado di gestire il proprio sapere, i propri skills se parliamo di business, in modo da trasformarlo a nostro piacere in potere e volontà per affrontare il cambiamento. Non esiste una regola più importante per scalare una montagna : essere consapevoli di ciò che si è porta alla fiducia più totale in noi stessi.

L’INTENTO per me ha la stessa importanza del cuore, ovvero ha quella forza primitiva che ci permette di fare senza pensarci troppo.

Quante volte diciamo che siamo in grado di smettere di fumare e invece rimandiamo costantemente questa scelta perchè è più facile non smettere? Dov’è il nostro intento quando decidiamo di perdere un po’ di peso mentre troviamo qualsiasi scusa per non fare quei quattro esercizi che ci aiuterebbero a rimetterci in forma in pochi mesi?

Con un attento lavoro di coaching sono in grado di riconnettere il coachee con il proprio intento e iniziare a sbloccare quei meccanismi arrugginiti che impediscono di partire verso il nuovo obiettivo.

E mentre scrivo questo mio articolo apprendo la notizia che un capo INDIOS del nord di MANAUS, in Brasile è stato brutalmente assassinato davanti alla famiglia da tre uomini incappucciati e armati fino ai denti.

Un capo INDIO come lo era Don JUAN, il maestro IAQUI di Castaneda.

Queste mie parole senza gli Indio non sarebbero mai esistite.

 

Augh

 

 

 

 

 

 


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