“Che cos’è la ricchezza? Molti la identificano con gli investimenti, i risparmi, le entrate, e le proprietà immobiliari. Tuttavia, abbiamo tutti incontrato persone che vivevano felicemente con un piccolo introito. Ho conosciuto invece altri che, pur avendo un reddito di gran lunga superiore, sembravano a malapena in grado di tirare avanti.
La cosa strana è che chi vive con poco riesce spesso a ottenere una maggiore quantità dei beni di questo mondo e di andare più spesso in vacanza rispetto a chi è più ricco di lui, nonché a realizzare progetti che altri, più abbienti, sembrano no essere in grado di attuare.
Quale dunque tra queste persone è la più ricca? Ciò che conta non è solo quanto si possiede ma se si è capace di utilizzarla al meglio.”
Swami Kriyananda
Con lo zaino leggero si ha la possibilità di arrivare più lontano.
E’ appena iniziato il 2019 e durante le vacanze di Natale ho fatto una breve ricapitolazione sullo scorso anno.
Mi è servito in particolare a fare una cernita su quali esperienze mi hanno fatto crescere e mi hanno aiutato a migliorare in particolare in ambito relazionale che poi è un po il centro della nostra vita.
La nostra vita è focalizzata sulla relazione con l’altro e sul continuo riconoscimento dell’altro, specchio del costante riconoscimento che dovremmo regalare in primis a noi stessi.
Se nei sogni i personaggi presenti non sono che le varie nostre maschere, ma anche i nostri carismi amplificati, nella vita di tutti i giorni facciamo fatica a renderci omaggio day by day come dovremmo.
Perché?
Semplice a dirsi difficile a farsi, la nostra mente è impostata di default sulle esperienze negative, sulla critica e sulla paura del diverso (falsa paura insita in noi artificialmente perchè il diverso, ovvero l’alieno che viene da lontano e che non parla spesso il nostro linguaggio ha un unico scopo….il completarci), talmente ben programmata che, tutto ciò che facciamo di buono per noi e per il prossimo viene minimizzato o addirittura non registrato.
Quante volte sminuiamo il nostro lavoro invece di di valorizzarci?
Prendo esempio dai grandi leader, economici, sociali e politici, penso a quelle persone che conoscono i nomi di quasi tutti i dipendenti della propria azienda, quelli che lodano in pubblico e fanno osservazioni in privato, ancora chi si pone al servizio ed è premiato perchè apporta costantemente migliorie a chi sta intorno.
I leader hanno capito una cosa fondamentale della vita. ovvero dove si porta l’attenzione li si arriva, sempre e comunque.
E allora, cosa ci trattiene dal diventare innanzi tutto leader di noi stessi?
La nostra mente, ovvero come siamo abituati ad usare la nostra mente.
In ambito mitologico la mente è territorio di Mercurio o Ermes, divinità greco/romana dedita alla comunicazione e in particolare aveva il compito di trasmettere il messaggio divino, era insomma un mix tra lucidità furbizia determinazione e scaltrezza. Se Mercurio ci spinge ad essere presenti rapidi e costanti, ci consiglia come nel mondo antico si poteva esser felici (e tutti sanno quanto i greci avessero ragione!)….noi prendiamo esempio no?
Le qualità mercuriali hanno tutte una caratteristica comune: la leggerezza.
E quando proviamo leggerezza nel mondo attuale? Quelle rare volte che riusciamo a non pensare a ciò che ci assilla e tormenta, agli obblighi e ai doveri, agli sbagli, a ciò che può far male a noi e ai nostri cari.
Solitamente l’uomo non è in grado di lasciare andare questi carichi, siamo progettati da scuola, famiglia, religione e società ad essere IRRICONOSCENTI VERSO NOI STESSI E A RENDERE LA REALTA’ SUCCUBE DI VERITA’ APOCALITTICHE.
Un uomo che riesce a dominare queste vere e proprie limitazioni e a spostare la direzione mentale verso le qualità di Ermes è un uomo felice, leggero. calmo e sempre in movimento.
Come lifecoach intervengo costantemente, per aiutare il cliente a riprogrammare il modo in cui la mente lavora e lo conduco verso un uso costante dei carismi e dei valori che possono rivelarsi l’arma in più, per raggiungere l’obiettivo prefissato, senza quella pesantezza che ci allontana dalla felicità.
L’esercizio mirato induce il coachee e modificare piuttosto rapidamente il proprio comportamento e di conseguenza lo spinge a tutta velocità verso nuovi traguardi.
Nessuno intorno inizialmente comprenderà il cambiamento, poi pian piano cominceranno ad invidiare (altra caratteristica della modernità pesante) e solo in pochi si chiederanno “come?”.
Essere leader di se stessi spaventa parecchio……………..si gli altri!