“L’enorme carico di tradizioni, abitudini e costumi che occupa la maggior parte del nostro cervello zavorra impietosamente le idee più brillanti e innovative.”
(José Saramago)
Ho iniziato il 2017 sotto una forte nevicata. O forse dovrei dire che il 2017 mi ha fatto dono di sei giorni di neve e freddo polare. E’ sempre il punto di vista che cambia le cose no?
Il primo gennaio di quell’anno viaggiavo con la mia compagna Silvia tra le Marche (grazie Simone e Cristiana per l’ospitalità!) e l’Umbria per raggiungere un posto incantevole sopra Assisi, Ananda.
Ananda è il luogo di meditazione creato in Europa negli anni ’80 da Swami Kriyananda, successore di Paramhansa Yogananda, dove si fondono la tradizione spirituale indiana del Kriyayoga, la meditazione, lo yoga e la cultura cristiana occidentale.
Arrivati ad Ananda, il paesaggio collinare completamente ricoperto di neve ci accolse piuttosto duramente visto che per giorni la temperatura non superò mai lo 0.
Lo scopo del nostro viaggio era il corso di preparazione al nuovo anno, Il mio prossimo passo, tenuto dalla bravissima coach Sahaja all’interno della struttura.
Si,perchè anche i coach ogni tanto vanno dai colleghi per fare formazione, si caricano di umiltà e coraggio e si lasciano guidare verso nuove mete liberandosi contemporaneamente dei vecchi schemi destrutturanti.
Sostanzialmente il corso è uno dei migliori modi che io abbia testato per definire e raggiungere obiettivi a breve e lungo termine. (Non sto facendo marketing nel dire ciò, infatti elogiando una collega, Sahaja nel caso specifico è spettacolare, mi tiro la zappa sui piedi mostrando ai miei lettori quanto ho ancora da imparare e quanto ancora dovrò sudare per ottenere la Sua presenza o qualcosa che assomigli ad essa.)
Fondamentalmente io e Silvia ci siamo posti degli obiettivi all’inizio dell’ anno e provando la tecnica del corso ci siamo messi alla prova e li abbiamo raggiunti.
Io per esempio, tra le altre cose, ho smesso di fumare dopo più di vent’anni di sigarette, se non è un obiettivo raggiunto questo ditemi voi se il corso ha funzionato o no.
Fondamentalmente il periodo a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno è il miglior momento per porsi degli obiettivi, in quanto si è spesso in vacanza, si ha più tempo libero e il meteo non permette spesso di stare all’aperto.
Ottima occasione quindi per prendere un po’ di tempo ed incominciare a metter giù qualche bozza per il nuovo anno, magari proprio partendo da ciò che il vecchio ci ha proposto e che non abbiamo gradito.
Ma come struttura un Coach un piano d’azione per il nuovo anno?
Beh io comincio dal dividere un foglio per lungo e scrivo nella colonna di destra ciò che voglio realizzare nel nuovo anno, solitamente tre o quattro cose, scritte in STAMPATELLO e ben descritte, ovvero scrivo proprio come vorrei che quell’obiettivo si realizzasse.
Nel mio caso personale, ho scritto proprio testualmente che avrei smesso di fumare e che non avrei più avuto voglia di farlo in quanto lo considero uno spreco di soldi, tempo e soprattutto salute.
Ciò che incredibilmente è accaduto è che dopo aver smesso non ho mai più avuto voglia di fumare, mai nemmeno una volta pur avendone avuto l’occasione diverse volte. (gli amici che fumano sanno che posso accompagnarli fuori a stabaccare senza il minimo problema o invidia).
Dopo aver descritto accuratamente i miei obiettivi, passo alle azioni concrete, azioni che serviranno ad automatizzare il processo e a rendere l’obiettivo più vicino, azioni che mi metteranno nella condizione di utilizzare parte del mio tempo per deviare la mia energia unicamente nella direzione del mio scopo.
Soffermandomi sull’energia e sul suo utilizzo vorrei analizzare come questa debba per forza essere attinta da qualche parte, ovvero seguendo l’insegnamelo di Lavoisier che nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si trasforma, il nostro compito per il prossimo anno è proprio quello di trasformare il limite nella nuova occasione.
Questo processo di solve et coagula, dove si scioglie il legame tra le passate cattive abitudini e la nostra energia sarà pronta ad unirsi ad un nuovo processo passa dalla consapevolezza di dover lasciare per strada qualcosa.
Chi inizia il nuovo anno con lo zaino pieno dei pesi del vecchio avrà grosse difficoltà a dare spazio ai nuovi progetti e ancora di più compierà uno sforzo enorme per non veder realizzarsi completamente i propri sogni.
Chi si avvicina al coaching per la prima volta, in cerca di un aiuto, di una struttura, di un percorso ad hoc che lo vedrà protagonista deve fare i conti col fatto che dovrà lasciarsi alle spalle ciò che non gli permette di realizzarsi, che dovrà liberarsi per prima cosa dei pesi che lo ostacolano.
Esiste un esercizio fondamentale per fare ciò e si chiama ricapitolazione, ovvero si chiude una pagina per iniziare un nuovo capitolo della nostra vita.
Tutte le pratiche spirituali prevedono la ricapitolazione (sotto nomi differenti ovviamente), ogni tecnica di self empowerment contiene questo prezioso strumento che ci permette di fare il pieno di nuova energia da mettere a disposizione per i nostri sogni.
Tra pochi giorni sarà un anno esatto che non fumo, ho calcolato di aver risparmiato circa 600 euro, che ho ovviamente re investito in due soggiorni ad Ananda ( a ridajje no non sto facendo pubblicità)