Lo scopo e la sua funzione nel coaching.

 

La sofferenza culturale e l’importanza del fine in Paola.

 

Nietzsche diceva che il nichilismo non è nient’altro che la mancanza del fine.

La cultura odierna ha difficoltà ad offrire un fine ai nostri giovani. I giovani ora non sono nemmeno in grado di identificare la loro mancanza perchè non la sanno esprimere con la parola. La parola come sappiamo è legata al pensiero e non è possibile pensare di più di quante parole conosciamo.

E tutto ciò non è legato alla perdita del valore temporale, perchè è realizzabile facilmente che il valore è volatile come lo sono le generazioni. Hanno una funzione sociale di tenere a bada gli uomini ed i conflitti tra loro derivanti.

Senza l’ offerta dello scopo, che come insegna il marketing fa metà della richiesta, non vi è la ricerca per arrivare ad esso, per andare avanti.

Porto qui ora l’esempio di una donna coraggiosa che dello scopo ha fatto la sua fortuna e di come è riuscita ad attivarsi dopo una profonda crisi.

Paola, manager di successo in ambito finance, riceve una mattina la comunicazione che la sua azienda non ha più bisogno di lei e preferisce liquidarla anticipatamente.

Paola, abituata ad una vita sempre in viaggio tra le capitali europee, a conferenze in inglese o tedesco, i figli grandi che vivono all’estero, un marito con cui finge una serena relazione ma da cui è separata in casa da anni…….a momenti sviene.

Il mondo le cade addosso, la rabbia sale velocemente e pensa ad una causa di quelle che andranno avanti per anni e che forse non vincerà.

E allora si chiede che fare ma tutto ciò che le viene in mente non si discosta dal suo attuale lavoro e ciò la destabilizza a tal punto da perdere il sonno.

Come i Greci insegnavano migliaia di anni fa il tempo è ciclico ed è previsto di quattro stagioni, primavera estate autunno inverno, tutto si chiude e viene sepolto dalla neve fino alla primavera successiva…..Paola sta raggiungendo il suo inverno lavorativo, ma non ha la capacità di scinderlo dal tempo della vita totale.

Il lavoro del coach in questo caso ha una duplice funzione, la prima è energetica, ovvero tende al riequilibrio delle funzioni, psichiche fisiche emotive e spirituali, la mente di Paola stava lavorando così tanto che il corpo e le relazioni erano completamente bloccati.

La seconda si fonda sul recupero dei talenti (o carismi per i romantici), sotterrati da 30 anni e passa di abitudini “economiche” giornaliere.

Questo duplice intervento ha fatto si che si ritrovasse lo scopo e di conseguenza l’energia per raggiungerlo.

Paola è riuscita nel tempo di quattro stagioni ( eh i Greci avevano ragione, niente da fare) a de-focalizzare il pensiero rivolto al passato lavorativo e dar vita ad un nuovo progetto business che sta iniziando ora a proporre online in tutta Europa.

Il tempo passato, dietro ad una scrivania o su un sedile di un aereo, a produrre per la banca si è lentamente trasformato in tempo per il proprio fine, maturando così in Paola una consapevolezza nei propri mezzi unica e preziosa perchè lontana dal giudizio dell’altro.

A dirlo così sembra anche facile…….


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