Ovvero fare la cosa giusta al momento giusto.
A volte ci capitano grandissimi colpi di fortuna.
Un po’ come quando, arrivati all’esame preparati a dovere il professore iniziava il colloquio con la domanda sull’argomento che noi sapevamo meglio, questa sensazione di dominare il momento ci metteva a proprio agio e rendeva il tutto più facile e leggero.
Perché nella vita di tutti i giorni non capita questo? Sicuramente non siamo sempre così fortunati e a volte ci viene richiesta una risposta più articolata, magari difficile da argomentare.
Cosa accade quando questo avviene?
Nel nostro cervello si accende una luce rossa che evidenzia un grosso problema da risolvere.
Pensiamo di non essere in grado di sostenere l’incontro e andiamo nel panico, ci diamo delle colpe o scarichiamo la responsabilità alla domanda e a chi l’ha fatta.
Sono tutte scuse che non mettono in luce in realtà il vero potenziale della domanda.
Preferiamo evitare o respingere piuttosto che affrontare.
Pensiamo che sia più facile, seguiamo questo modello perchè è il modello di tutti e noi ci identifichiamo in esso, abbiamo la falsa credenza di sfangarla senza conseguenze.
Come quando dopo una giornata di lavoro ci fermiamo a comprare la cena al supermercato e ci ritroviamo in coda alla cassa, con davanti una coppia di anziani che spingono un carrello stracolmo di prodotti, indice che ci faranno perdere un sacco di tempo, noi che abbiamo preso giusto l’indispensabile, per non morire di fame.
La scena solitamente è accompagnata dal commento :”Perché proprio a me?”….e giù a lanciare maledizioni al genere umano.
Servisse a qualcosa poi tutto questo spreco di energie lo capirei pure……
Non è facile riportare l’attenzione su pensieri positivi in queste situazioni, infatti mi capita spesso di ricevere delle domande del tipo:
“Vorrei evitare di arrabbiarmi ma non so come fare……”
Oppure
“Desidererei non rivangare quelle spiacevoli situazioni……”
O ancora
“Se solo riuscissi a farmi scivolare addosso i problemi….”
Ebbene queste sono le domande corrette quando il proprio fine sono la leggerezza unita alla soddisfazione di aver fatto la cosa giusta per noi stessi.
Basti pensare che l’energia che noi utilizziamo per creare un pensiero, positivo o negativo che sia, è la medesima.
Non cambia e non cambierà mai.
Lo stesso vale per un’azione, buona o meno.
Altrettanto si può dire per il linguaggio, una parola vale come un’altra a livello energetico.
Il nostro consumo quindi non varia se pensiamo, diciamo o agiamo bene o male.
Quindi che cosa possiamo fare per evitare di sprecare questa energia?
In quanto Life Coach certificato SFERA, dove la E sta proprio per Energia, ho codificato una pratica personale in grado di annientare qualsiasi tipo di pensiero negativo. Da cui solitamente scaturiscono parole ed azioni altrettanto malsane.
Ho visto che automatizzando il processo di pratica, attraverso un quotidiano esercizio che non va oltre i 30 minuti, è possibile creare quello switch che ci permette di evitare completamente qualsiasi trappola energetica.
…….avete l’ulcera da troppe arrabbiature?
In breve tempo ricodificheremo lo schema della risposta impostando la direzione sulla LEGGEREZZA.