Come scegliere la felicità

“……lo scopo della liberazione dagli inglesi dell’India non è di avere la ricchezza che questi sottraggono, ma liberarsi dello spirito dell’occidente……”

Mahatma Gandhi

 

 

Nell’ultimo articolo parlavo dell’abitudine e di come possa condizionare la nostra vita. La destrutturazione di alcune abitudini negative, penso alla sedentarietà per migliorare la salute per esempio, è di fondamentale aiuto per il cambiamento che vogliamo creare e quindi essere.

Prima di affrontare il problema fondamentale di cui sopra, occorre fare una digressione storica per permettere di capire bene il concetto che stiamo per avvicinare.

La storia dell’umanità è fatta  rivoluzioni, francese, americana, bolscevica, maoista, del vietnam, contenenti tutte un punto oscuro, erano tutte focalizzate al mondo esteriore.

L’errore è stato il pensare che la società si potesse cambiare senza prima cambiare l’uomo interiormente, ovvero il cambiamento interno è ciò che determina ciò che si crea fuori.

L’illusione del cambiamento esterno è una altro processo energivoro che non permette di evolverci ma al contrario ci schiaccia fino al fallimento.

Se penso male di qualcuno o qualcosa, anche se questo vincerà il nobel per la pace per me sarà sempre un sanguinario despota.

Ma come permetterci di iniziare il cambiamento interno?

Il primo cambiamento consta nel fidarsi di se stessi.

Nessuno si fida dell’altro se ha dubbi su se stesso. Solamente allargando la visione ho un sentire corrispondente, fidandomi di me stesso posso avere compassione per tutti, perdonare e cambiare il corso della mia vita.

Per fidarmi di me ho percorso la strada dell’accettazione, ovvero ho il compito di sintonizzarmi con ciò che sta accadendo senza giudicare.

Sospendere il giudizio quindi è l’arte creativa della nostra felicità, compito arduo per l’uomo del 2018 che è costantemente sotto il giudizio altrui e quindi ne crea di continuo, attraverso l’abitudine ormai consolidata e imposta.

Ma come possiamo sospendere l’opinione?

Un semplice modo è imporci di pensare che ciò che sta avvenendo e che sta generando il nostro giudizio non ci appartiene, non è di nostra competenza, è estraneo alla nostra vita perchè non ci porta felicità.

IL mood di questa settimana di lavoro sarà quello di consentirci di rendere estraneo tutto ciò che non è codificato con noi, che non ci porta alcun benessere, vantaggio, qualità.


Lascia un commento