IL pericolo della ripetizione

 

 

La gente si aggrappa all’abitudine come ad uno scoglio, quando invece dovrebbe staccarsi e tuffarsi in mare. E vivere.

Charles Bukowski

 

L’abitudine è una disposizione a compiere una particolare azione e si acquisisce ripetendola più volte.

Una buona abitudine è quella di praticare una mezz’ora di Yoga appena svegli al mattino, fortifica la muscolatura mantenendola allo stesso tempo elastica, permette di iniziare la giornata centrati e assicura di affrontare la giornata con più determinazione.

Una cattiva abitudine è la sedentarietà, riduce la mobilità del corpo, blocca l’energia rendendola stagnante, aumenta il rischio di contrarre malattie.

Il meccanismo mentale che ci è stato donato per creare un’abitudine serve a semplificare le nostre azioni e a risparmiare energia.

Se dovessimo re imparare le abitudini da zero ogni giorno non riusciremmo mai a crescere perchè non avremmo il tempo di evolverci, rimanendo  dei bambini indifesi incapaci di progredire.

Siamo come dei pappagalli a cui si insegna la canzoncina e che per tutta la vita la ripetono a proprio padrone, se si insegnasse loro una parolaccia non esiterebbero a ripeterla giorno e notte.

Questo lo facciamo anche noi…….creandoci delle abitudini che ripetiamo giornalmente per tutta la vita, viviamo di abitudini, fondamentalmente il 99% della nostra giornata è abitata dalle nostre abitudini.

Sempre le stesse!

Anche i bambini piccoli sembrano nascere con alcune specifiche abitudini, probabilmente derivanti da quelle sviluppate nelle vite precedenti.

E allora perchè alcuni scelgono abitudini deleterie e altri decidono di agire verso la felicità?

Che cosa ci impedisce di cambiare abitudine?

L’abito.

L’abito che ci siamo imposti di indossare.

L’abito che ci identifica nella società , nella famiglia, tra gli amici, è l’insieme delle nostre abitudini, e noi ci identifichiamo con esso.

L’identificazione con il gruppo è di vitale importanza per l’uomo, immaginate un campo da golf, gli abiti indossati dai presenti sono tutti molto simili, li identificano con quello che tutti sanno fare (o che provano a fare) ovvero giocare a golf.

Ecco! L’uomo occidentale non è libero di cambiare d’abito senza sentirsi escluso dal gruppo sociale o di appartenenza, e per questo non è felice, o lo è solo in alcuni momenti.

L’abito, ovvero l’insieme delle nostre azioni quotidiane ricalca esattamente chi siamo, anzi chi decidiamo di essere. Ma c’è un grosso problema, noi non siamo il nostro abito, abbiamo il bisogno fisiologico di cambiare ogni giorno.

Il coaching insegna la destrutturazione dell’abitudine come cardine del cambiamento e del successo, il creare nuove abitudini è di fondamentale importanza per la creazione della felicità personale.

Io cerco di trasmette a mio figlio meno abitudini possibile proprio per permettergli di svilupparsene di sue e di poter cambiare azione quando vuole.

Il tempo del cambiamento è al mattino, presto preferibilmente, appena svegli, basterebbe fare una cosa nuova in mezzo a tutte le altre che facciamo per almeno 30 giorni e vederne il risultato.

Volete un suggerimento?

Appena sveglio mettiti davanti allo specchio e leggi a voce alta una pagina del libro che hai sul comodino, fallo per trenta giorni, mettiti un reminder sul cellulare, vedrai che la tua mente imparerà a creare nuove abitudini senza che tu le abbia progettate e ti verranno in automatico.

Provare per credere!

 

……… nel prossimo articolo parleremo di come scegliere le nostre abitudini e come massimizzare la nostra scelta in funzione della felicità.

 

 

 

 

 


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