Un percorso di Lifecoaching può condurre ,a volte, anche a scelte radicali, in particolare nel caso in cui non si stia vivendo una relazione felice da molti anni.
Considero la crisi relazionale una esternazione della crisi interiore, spesso scaturita dalla domanda “chi sono io?” e dalla risposta “non lo so più da anni ormai”.
La ricerca dell’autenticità porta alla scelta, dolorosa ma salutare, di tagliare con tutto ciò che è inutile, superfluo e dannoso per noi in prima battuta, per portare poi nella relazione di coppia un atteggiamento totalmente nuovo, costruttivo e autentico (perchè l’autentico è felice, mentre il falso cova sempre rancore verso le scelte sbagliate che si è imposto).
Ho messo qui sotto un esempio di lettera/dialogo/manifesto, che ho elaborato con un mio coachee, in grado di spiegare al meglio le nostre scelte.
Fatemi sapere se vi ritrovate in alcune situazioni che descrivo qui sotto e se anche voi vi state operando per cambiare qualcosa.
“Cara/o…..
è giunto il momento per me di esprimere ciò che sono realmente perchè quello che stiamo interpretando in questa relazione è un misero atto dovuto.
Da parecchio tempo i nostri pensieri sono distanti, i nostri sentimenti sono ormai spenti, a letto poi da tempo siamo incapaci di creare gioia, la nostra casa è ormai un non luogo della nostra coppia.
In questi anni abbiamo fatto di tutto per allontanarci per poi cercarci come matti appena girato l’angolo, incapaci di fare più di tre passi da soli, abbiamo tentato di prendere il posto dell’altro, tentando di inculcare idee solo perchè ci riteniamo superiori, e allo stesso tempo ci siamo fatti schiacciare dalle idee altrui perdendo di vista il nostro vero essere, crescendo insieme alla paura di star soli, chiedendo sempre il permesso per poter essere liberi, dimenticando il rispetto e la comprensione che sono le basi della relazione felice.
Nemmeno i figli posso tenerci uniti, li usiamo come scusa e li colpevolizziamo del nostro fallimento, tra qualche anno vedranno che ci unisce solo una catena che ci tiene schiavi, così li abusiamo, li mettiamo in un posto non loro e instilliamo un senso di colpa che sarà poi difficile da abbattere.
Anche il nostro posto non è più questo, per me dobbiamo separarci, dobbiamo affrontare questo cambiamento che ci farà crescere nella libertà individuale, non voglio più agire in nome di qualcuno, della mia famiglia, della nostra coppia o degli amici, che lo saranno ancora se capiranno la nostra scelta.
Per me dovremo trovare una soluzione economica che non crei traumi ne a noi ne ai nostri figli, garantendo a tutti il giusto tenore di vita e soprattutto quella libertà di scelta che ora ci manca.
Come ultimo ti auguro di trovare nel breve la felicità che abbiamo perso, in primis considerando questo momento non una separazione (siamo separati da anni ma non vogliamo ammetterlo!) ma una opportunità di crescere e di trasmettere ai nostri figli la capacità fondamentale di cambiar strada se ci sia accorge che è un vicolo cieco.
Con affetto…..”