Riflessioni di un coach al nono mese…

A breve diventerò padre e mi interrogo costantemente su quale sia la strategia migliore rispetto all’ educazione dei figli, rifletto costantemente sulla parola “libertà” e penso spesso all’ educazione che ho ricevuto dai miei genitori. So che ogni genitore fa il massimo, compatibilmente agli strumenti materiali ed emozionali in suo possesso, eppure, facendo il massimo, si sbaglia sempre! Mio figlio sta per nascere, questo è per me il tempo dei buoni propositi! Spero di evitare di imporre le mie idee, poiché ogni imposizione genera solitamente un rifiuto. I bambini non amano le imposizioni, adorano scoprire da soli le novità che la vita riserva loro, sono grandi sperimentatori ed è attraverso l’esperienza, l’errore e la ripetizione, che apprendono. Per questo un’educazione consapevole delle modalità di apprendimento del bambino, sostituisce il consiglio all’ imposizione. Scegliere questo approccio educativo implica un grande lavoro su sé stessi, infatti, come ogni genitore, tendo a replicare le imposizioni subite da bambino, come tutti gli adulti, tendo a replicare il modello genitoriale. E’ necessario compiere una vera e propria rivoluzione per uscire dai modelli utilizzati dai nostri genitori e proporne di nuovi.  Mi impegnerò per essere capace di creare un legame empatico con mio figlio, perché guardandomi per cercare risposta alle proprie azioni, trovi un volto accogliente e comprensivo, mai severo e giudicante. Desidero che le sua azioni nel mondo siano efficaci e gratificanti, desidero che sia sicuro e dotato di una splendida autostima. Per questo gli insegneremo l’importanza dell’essere più che dell’avere, gli insegneremo che può creare la sua realtà, che tutto è cambiamento, che tutto si trasforma. Soprattutto inviteremo la sua mente alla meditazione e al silenzio che tutto calma.


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