La cosa che accomuna tutti gli uomini è che in modo molto simile abbiamo un pensiero fisso in testa, per la maggior parte della giornata: si tratta del processo o flusso di pensiero, monologhi o dialoghi continui, che ci distraggono dai vari progetti del quotidiano. La voce che noi sentiamo compie delle vere e proprie azioni come giudicare, confrontare, lamentarsi, riflettere etc etc.
Spesso la mente non compie questo processo in relazione a fatti che accadono nel presente ma è focalizzata sul passato, il film mentale che si crea diventa così ostico da fermare, in quanto la nostra memoria è piena di fatti più o meno brutti, che diventa una morsa difficile da far scomparire. Tendiamo parimente ad utilizzare questa forma anche nel presente, ossia giudichiamo l’istante con l’esperienza del passato, creando così un’ esperienza distorta del momento. Questo flusso di pensieri si trasforma in tormento che non ci permette di vivere felici e ci priva dell’energia vitale per compiere le nostre azioni quotidiane con leggerezza.
Una pratica vincente, che ci permette di uscire da questo schema, è l’ascolto di quel pensiero o a quegli schemi di pensiero, diventare testimone dell’ IO PENSANTE, mantenendo estraneo il giudizio, rimanendo imparziale.
Ci si accorge in breve tempo che divenire consapevoli dell’origine di quei pensieri che ci affliggono costantemente, fa in modo automatico che questi non abbiano più conseguenze sul nostro modo di vivere e sulle nostre giornate. Con un’ attenta pratica che insegno nelle mie sedute di coaching in breve tempo, un mese e mezzo circa di lavoro, si diventa consapevoli del nostro pensiero e si impara a non dare importanza al giudizio rimanendo imparziali, attivi ed energici.
Una risposta a "Osservare la parte che pensa"